1922. Sul  letto di morte, Marcel Proust scorre alcune fotografie. Con la memoria ripercorre la sua vita.  Ma i personaggi della realtà si mescolano a quelli della finzione. E la finzione, a poco a poco, ha la meglio sulla realtà. La sua vita ha senso soltanto nella realtà della sua opera e la sua opera scorre davanti ai suoi occhi. Come proiettati da uno stereoscopio sui muri della sua camera, i personaggi del suo libro cominciano a popolare i suoi ricordi e a  prendere vita nel mondo chiuso del suo piccolo appartamento in rue Hemelin.

I giorni felici, i paradisi perduti della sua infanzia si alternano ai ricordi più vicini della sua vita sociale e letterale. Così il dramma della guerra, osservato attraverso la lente d’ingrandimento della Parigi dei piccoli circoli mondani, si trasforma in una vasta commedia umana. E nel crepuscolo che avanza si vede sorgere all’orizzonte quella che diventerà la società del dopoguerra. Allora tutto va in pezzi… Proust – Ruiz cerca di ricostruire un impossibile al di fuori del tempo servendosi del barocco e del surrealismo.

Gestualità e attenzione ai segni diventano il gioco preferito del narratore – culminanti regista di fronte ai lettori – spettatori, di volta in volta stupiti pietrificati, divertiti, vere e proprie marionette  fatte muovere in un mondo pieno di folli, culminati nella inquietante mascherata funebre (durante il concerto in cui viene eseguita la celebre sonata di Faurè, i personaggi sono seduti su pedane circolari semoventi, una ronda, un autentico bal de tète). Là, nessuno riconosce più nessuno, perché nessuno è più al posto giusto. Più fantasma che mai, liquefatto in una dimensione impalpabile, il narratore guarda con stupore queste marionette disarticolate. I personaggi di Á la recherche … sono quasi tutti presenti all’appuntamento,impostori mummificati, astiosi, ciechi, antiquati o buffi a loro insaputa, tentando inutilmente di dissimulare la sola verità che si nasconda dietro la loro maschera. È il tempo di scrivere la parola fine, ed è allora che tutto comincia per il nostro narratore, convinto che la vera vita, la sola vita veramente vissuta, sia la letteratura… Più che un’esplorazione della memoria, Á la recherche du temps perdu è un romanzo di formazione: alla fine del suo percorso iniziatico, un narratore scopre che può finalmente scrivere la sua opera.