Intervista agli Ufficio Sinistri - Studentville

Intervista agli Ufficio Sinistri

Scopriamo qualcosa in più sul gruppo milanese, fenomeno emergente della scena pop/hip-hop italiana. Quattro chiacchere con Biko e Malox, che ci presentano il loro album e il nuovo singolo "La strada è chiusa"
Scopriamo qualcosa in più sul gruppo milanese, fenomeno emergente della scena pop/hip-hop italiana. Quattro chiacchere con Biko e Malox, che ci presentano il loro album e il nuovo singolo "La strada è chiusa"

Il loro singolo “La paura della gente” è stato uno dei tormentoni di questi primi mesi del 2008: un testo di denuncia arricchito da sonorità orecchiabili (mix perfetto per conquistare il pass verso il grande pubblico) che racchiude appieno l’anima degli Ufficio Sinistri. Due ragazzi milanesi che sono riusciti a fondere la protesta del rap e l’istintività del rock alternativo. Scopriamo chi sono Roberto e Andrea, meglio conosciuti come Biko e Malox, nelle radio con il nuovo singolo "La strada è chiusa":

 

Come e quando sono nati gli Ufficio Sinistri?

Malox e Biko: gli Ufficio Sinistri

BIKO
“Il gruppo fisicamente è nato all’incirca tre anni fa, ma l’idea di creare questo incrocio mi circolava in testa da parecchio tempo, ancora prima che tutto ebbe concretamente inizio. Inizialmente volevo adattare i miei testi ad una formula strumentale, poi attirato dagli strumenti e dalla voglia di scrivere ancora di più ho chiesto a Blat, un mio amico, se conosceva qualche ragazzo che suonava e che gli poteva interessare l’idea del Rap strumentale. Così dopo un po’ di tempo mi presenta Malox e la sua chitarra, che tra l’altro già conoscevo; anni prima eravamo assieme nella stessa crew, io come Mc lui come Writer”.
MALOX
“Gli Ufficio Sinistri sono nati circa 3 anni fa, io e Biko ci eravamo già conosciuti perchè abbiamo militato nella stessa crew da giovani, io dipingevo mentre lui già faceva rap, una sera ho ricevuto una chiamata da un nostro amico comune di nome Blat che mi parlava di questo nuovo progetto che voleva mettere in piedi Biko; detto fatto mi sono ritrovato una sera a parlare con lui del progetto..all’ inizio non avevamo grandi “ambizioni” il progetto consisteva nel riproporre dei sui pezzi rap in versione strumentale..poi la cosa si è trasformata, abbiamo iniziato a fare nuovi pezzi da zero con nuovi testi e nuove strumentali”.
 Il nome “Ufficio Sinistri” si ispira al celebre libro di Paolo Villaggio: perché questa scelta? Cosa significa per voi?
BIKO
“Personalmente sono un’amante della mentalità “Fantozziana”, sin da piccolo, grazie l’aiuto di mio fratello ho divorato film di Villaggio, capendo ogni volta un messaggio in più; chiedendoti alla fine il perché si ride…se lo viviamo ogni giorno. La rappresentazione che Paolo Villaggio dà, giustamente esalta la “spettacolarità” dello sketch, ma se analizzi il messaggio che vuol dare ci si ritrova alla perfezione; perché ci mostra la difficoltà della vita dell’uomo normale, il servilismo delle persone, gli abusi di potere all’interno dei luoghi di lavoro, l’opportunismo, i dottori corrotti e chi più ne ha più ne metta. Non ha fatto altro che rappresentare come è la nostra società, per questo ci ritroviamo, infastiditi dal fatto che le cose stentano a cambiare…..fai te che Fracchia e Fantozzi sono nati nel 1968”.
 Il vostro logo ufficiale è invece il pedone che, come si legge nelle biografie, avete scelto in quanto rappresenta l’uomo comune che si ritrova, pur non volendo, a difendere una società che lo manovra. Vi sentite molto dei “pedoni” nella società di oggi?
BIKO
“Risorse Umane, questo è il ruolo deciso per la plebaglia. Veniamo al mondo come consumatori, alimentiamo inconsciamente un circolo vizioso basato sul profitto di pochi e sulle fatiche di tanti, siamo strumentalizzati dall’incedere del senso di impotenza di fronte a chi gestisce i “nostri interessi” e di conseguenza la popolazione ne subisce la sudditanza psicologica; la cosi detta sindrome di Stoccolma. Quindi dico che siamo tutti pedine sacrificabili, ma nella scacchiera/società il pedone svolge il ruolo di difensore, ma un bel giorno potrebbe pure smettere di difendere e cominciare ad attaccare. Noi pedoni siamo molti di più di loro, dobbiamo solo aprire gli occhi, perché la società è di tutti e le leggi e i governi devono essere al servizio del cittadino; ma quando chi ti dovrebbe tutelare compie su di te atti di strozzinaggio è giusto che il popolo insorga e volti pagina alla storia”.
 MALOX
"Io direi di si , anche se non vogliamo ammetterlo, o se lo sappiamo e ci sta bene cosi, ci sono degli schemi ben precisi in questo posto chiamato società, la gente comune deve sottostare ad un determinato tipo di schemi, anche se non se ne accorge, siamo continuamente bombardati da notizie, informazioni, stereotipi, che in un modo o nell’ altro cercano di condizionarci..il trucco sta nel pensare con la propria testa..ma questo non vuol dire per forza andare controcorrente..a molta gente sta bene farsi prendere per il culo..e pensare di non essere stata inculata…”
Il pedone, simbolo scelto dagli Ufficio SinistriCome molte band dell’ultima generazione, vi siete affacciati sul panorama che conta facendovi largo su MySpace. Con le nuove tecnologie è secondo voi un po’ più semplice, rispetto a prima, riuscire a farsi notare?
BIKO
“Penso che grazie alle nuove tecnologie sia più semplice apparire che farsi notare, l’opportunità che internet offre è un’arma a doppio taglio, perché ti getta in un cesto stracolmo di qualsiasi cosa e nello stesso tempo si riceve l’opportunità di farsi sentire, ma si va a perdere quella selezione naturale che la musica impone, quindi diventa sempre più una questione di fortuna essere notati e non una questione di bravura; è un pò come pescare nell’Oceano.Certe volte rimpiango tutte quelle serate spese per creare volanti, per prendere contatti e spargere fisicamente la voce; li traspariva il calore della passione che un gruppo ci metteva per farsi conoscere…..bei tempi!”
MALOX
“Agli inizi c’era , il passaparola..poi è arrivato Napster adesso MySpace etc, ogni periodo ha i suoi mezzi di diffusione.. è più semplice arrivare a più persone, ma visto che lo fanno tutti..per farti notare devi fare in ogni caso qualcosa di più..anche solo avere culo o saper smanettare su internet…
Il vostro è un sound molto particolare, una miscela esplosiva tra rock e hip-hop. Come è nata la fusione tra i due generi, e come definireste il vostro stile musicale?
BIKO
“Diciamo che ci siamo miscelati a vicenda, quando ho cominciato questa avventura con Malox ero particolarmente restio ai vari utilizzi della chitarra elettrica, ma grazie a lui ed a una mia personale curiosità verso certi approcci musicali siamo riusciti a trovare una formula molto Crossover del nostro suono, per poter subito dopo registrare la nostra prima canzone. Con questa nostra identità iniziale abbiamo incontrato Joe Dusio, che ha creduto da subito nelle nostre potenzialità e in quelle del progetto Ufficio Sinistri decidendo di produrci diventando parte integrante e creante del gruppo.
Con Joe abbiamo praticamente vissuto il nostro disco, abbiamo discusso, sofferto, gioito e fatto l’alba si tutte le canzoni e grazie al suo apporto melodico e alle sue batterie (interamente eseguite da lui) c’è stato un grosso salto di qualità, ma questo è solo l’inizio…Quindi definisco il nostro genere musicale…..Coraggioso!”
MALOX
“Beh logicamente rap n’ roll!, anche se certi pezzi sono più rock che roll, o più pop… come preferite..la fusione tra i 2 generi è semplice..predi un rapper incallito come Biko, poi aggiungici un SexPistols dipendente e mettili nella stessa stanza.. o si ammazzano…o cercano di venirsi incontro tentando di portare il più possibile delle loro radici.. questo era più o meno il punto di partenza..
ed all’ inizio eravamo molto più grezzi sia nel modo di cantare che nel modo di suonare..
ma infondo volevamo sperimentare e sperimentarci, quindi siamo andati un pò più in là dei nostri gusti personali.. creando pezzi con sonorità che non avevamo mai affrontato, per rispondere alla tua domanda… non so dirti che genere sia…ora come ora…
I paragoni in questi casi sono spesso ingombranti e inopportuni (siete spesso stati definiti i nuovi “Linkin Park italiani”), ma c’è qualche gruppo a cui vi ispirate? Quali sono gli artisti che hanno influenzato, in qualche modo, la vostra musica?
 BIKO
“Concordo con il fatto dei paragoni, sinceramente preferisco paragonarmi solo a me stesso.Per quanto riguarda l’ispirazione ho sempre voluto mettere del mio in ogni pezzo, orientato dai miei gusti logicamente, soprattutto per l’approccio del testo all’insieme della musica.Francesco De Gregori ha influenzato la mia scrittura e svariati gruppi Rap come Medda e i Mobb Deep la mia musica…..ah, come non citare i Rage Against The Machine.”
MALOX
“Si direi che i paragoni sono abbastanza ingombranti..anche perchè siamo una cosa diversa..personalmente penso che ognuno di noi si ispiri a qualcosa di diverso..per questo ci sono molte influenze all’ interno delle nostre canzoni..”
 “La paura della gente” è una canzone di “denuncia” della società contemporanea, che invita a riflettere e a prendere coscienza delle proprie vite. Di cosa ha paura la gente oggi?
BIKO
“Di questi tempi la gente è arrivata ad aver paura del proprio vicino, dei propri connazionali, e i venti federalisti che soffiano ultimamente danno ancora più ragione a quello che diciamo nella nostra canzone. Il mondo che ci circonda corre ad un passo che l’uomo non può sostenere, sempre più notizie a senso unico, sempre più allarmi e procedimenti precauzionali per dei rischi privi di fondatezza. Ti parlano sempre come se oggi potrebbe essere il tuo ultimo giorno. Quindi se per far star buoni i bambini li si minaccia di farli rapire dall’uomo nero (usanza secondo me razzista e ignorante, ma la uso solo ora come esempio),vuol dire che la gente ha paura del nulla, ha paura di quanto poco crede in se stessa, facendo il gioco di chi ci vuole spaventare per ottenere dalle persone approvazione incondizionata e di conseguenza raggiungere il propri scopi; potere e denaro….è più chiaro di quanto si pensi.”
MALOX
“Penso che le persone abbiano paura di rendersi veramente conto di come sono le cose..
oppure semplicemente non gli interessa, e preferiscono farsi trascinare da quello che succede senza prendere una posizione”
 
Il nuovo singolo “La strada è chiusa”, in radio dal 25 Aprile, è invece una canzone intensa e riflessiva, che non parla però, come ci si aspetterebbe, d’amore. Che cosa volete comunicare con questa splendida ballata?
BIKO
““La strada è chiusa” non è altro che una finestra spalancata di fronte all’infinito universo dei sentimenti; è il giorno in cui una persona, grande o piccola che sia, tira le somme con se stesso.Il messaggio che scaturisce da questa canzone è intimo e personale per ogni persona, è un esempio mostrato al mondo di come è necessario combattere con se stessi per poter migliorare il proprio futuro.”
MALOX
“Nel corso della vita ci sono cose belle e cose brutte, ad ogni ostacolo che ci si pone davanti ci si fanno domande, per capire cosa fare, per crescere, e per trarne delle conclusioni..è fondamentalmente una chiacchierata con se stessi, e un po’ di speranza per affrontare il futuro”.
 “La strada è chiusa” fa da apripista a “La teoria di Kasparov”, il vostro primo album. Come è nato il titolo del cd e quali sono le tematiche principali affrontate nelle tracce del disco?
BIKO
“Tutto il nostro lavoro, soprattutto quello grafico è basato sul nostro Simbolo, il Pedone. Il titolo è nato durante i giorni di lavorazione del disco, riecheggiava in me la figura di Garry Kasparov, grande campione di scacchi Russo ed attualmente “attivissimo” attivista contro le malefatte del governo Putin. Discutendo con Malox, cercavamo un titolo che poteva avere un forte impatto, soprattutto nel significato….nacque in macchina mentre andavamo in studio, Malox disse: “La teoria…….”, e io risposi: “ di Kasparov!”. Perché pure Kasparov è un Pedone in questo mondo, ma anche la più semplice delle persone può avere una sua teoria vincente su come poter fare scacco matto a chi ci tiene a bada con le false speranze di una libertà con la condizionale. Trattiamo temi scomodi e non, entriamo nei nostri pensieri più privati e nascosti, cantiamo la nostra speranza che un giorno qualcosa o qualcuno cambi. Secondo me è un disco da scoprire ed ascoltare, ma ascoltare con la testa, non solo con le orecchie. Ci saranno persone d’accordo o meno a quello che diciamo nel disco, ma è soprattutto comunicando con chi non la pensa come te che si fanno passi avanti”.
MALOX
“Il titolo del disco è nato da me e Biko nel solito tragitto in macchina da Rho a Gallarate mentre stavamo registrando le ultime canzoni al tempio studio, cercavamo qualcosa che rappresentasse ogni singola canzone e quello che vuol dire Ufficio Sinistri per noi..Kasparov è un giocatore di scacchi, il suo modo per combattere il sistema è questo, noi siamo pedoni come il nostro logo, pedoni che cercano di pensare con la loro testa pur essendo nello stesso schema di tutti, ogni canzone è intesa come una mossa, alcune canzoni come “La paura della gente” sono più impegnate, altre parlano della sfera più personale di ognuno, altre ancora sono canzoni più leggere, più istintive diciamo, in pratica 13 canzoni per far intendere l’ Ufficio Sinistri pensiero”.
Chi si occupa dei testi delle canzoni?
BIKO
 “Principalmente la parte letteraria è interamente composta da me, in pezzi come “La paura della gente” e “La strada è chiusa” abbiamo collaborato più intensamente con il nostro produttore Joe Dusio e Luca Chiaravalli; invece con Malox e Joe abbiamo lavorato assieme su diverse parti melodiche e ritornelli”.
C’è un artista italiano con il quale vi piacerebbe collaborare in futuro?
BIKO
“Personalmente mi piacerebbe immensamente poter un giorno collaborare con De Gregori, sarebbe una soddisfazione ed un piacere incalcolabile…ma molto fantascientifico. Ammiro molto Caparezza e i suoi spettacoli, Vinicio Capossela e Ivano Fossati”.
MALOX
“Adriano Celentano o la Bertè, però sarebbe interessante collaborare anche con Caparezza piuttosto che i Subsonica, se facessero la reunion anche i Bluvertigo!"
Il posto più bello dove vi piacerebbe esibirvi un giorno?
BIKO
“Alla sala grande del Palace Hotel….(omaggio a gli amanti dei Blues Brothers)”
MALOX
“Il primo maggio a Roma, e in tutti i locali d’Italia in cui non siamo ancora stati!"
 Vi sentite di dare un consiglio ai tanti ragazzi che come voi cercano di farsi largo in questo campo? Qual è secondo voi la chiave per raggiungere il successo?
BIKO
“La perseveranza è alla base di tutto, la passione fa da collante e la creatività da guida, poi ovviamente una buona dose di fortuna, che da che mondo è mondo (soprattutto in quello discografico) non guasta mai. Ora non possiamo dire di essere famosi, certo, abbiamo molte più possibilità di far conoscere la nostra musica, ma ti assicuro che, almeno nel nostro caso, niente ti viene regalato; abbiamo combattuto per questo disco e continueremo a farlo per i prossimi che verranno e per la nostra passione nel fare musica…..questo è il consiglio che posso dare”.
MALOX
“Credeteci , credeteci parecchio, non lasciatevi andare, rimanete quello che siete e fate quello che vi sentite di fare…”

Simone Gambino

 

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