A pochi giorni dalla Giornata Mondiale della memoria che, come ogni anno, si celebra il 27 gennaio per commemorare le vittime dell’olocausto, fa riflettere l’intervento della senatrice a vita Liliana Segre nell’ambito della presentazione del palinsesto degli eventi pensati per il Giorno della Memoria che è stato predisposto dal Comune di Milano. La Segre, lo ricordiamo, è una sopravvissuta all’Olocausto: è stata deportata ad Auschwitz quando aveva solo 13 anni ed ha perso gran parte della sua famiglia in questo temuto campo di concentramento. Dopo la guerra, è tornata a Milano e ha dedicato gran parte della sua vita a parlare della sua esperienza e a promuovere l’educazione sull’Olocausto e la tolleranza.

“La Shoah tra qualche anno non sarà più sui libri di storia”

Fa riflettere, dicevamo, quanto la senatrice ha dichiarato a proposito della Shoah.

“Una come me certo non si accontenta, una come me è pessimista e ritiene che tra qualche anno ci sarà una riga sui libri di storia e poi non ci sarà nemmeno più quella”. Ed ha aggiunto: “Quando uno è così vecchio come me e ha visto prima l’orrore e poi è arrivato a sentire addirittura che si nega, quando a un certo punto, dopo che sei stato nessuno, quando la coscienza ti si sveglia, allora non sei mai contento. Per chi ha visto personalmente quell’orrore, quello che viene fatto non è mai abbastanza”.

Impossibile anche solo pensare che l’orrore della Shoah non sia mai avvenuto. L’espressione ebraica “shoah”, che significa “catastrofe”, si riferisce allo sterminio degli ebrei da parte dei nazisti e dei loro alleati durante la seconda guerra mondiale. Circa 6 milioni sono state le vittime nei campi di concentramento, tanto che tale sterminio è considerato uno dei più grandi crimini contro l’umanità della storia.

“Basta con questi ebrei, che cosa noiosa, ormai lo sappiamo”

Ma non si è fermata qui. Evidentemente amareggiata, Liliana Segre ha dichiarato anche:

“Partendo da questo pessimismo, certamente le soluzioni, le idee, le proposte, le speranze e le iniziative che possono venire da una vecchia come me, a volte sono noiose per gli altri. Io questo lo capisco perfettamente. Io so cosa dice la gente della Giornata della memoria. La gente già da anni dice basta ‘con questi ebrei, che cosa noiosa, ormai lo sappiamo’”.

Eppure, la Giornata Mondiale della memoria, designata dalla risoluzione 60/7 dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite del 1º novembre 2005 persegue da anni più di un nobile obiettivo: oltre quello di onorare le vittime e di promuovere la tolleranza e la pace in tutto il mondo si pone come scopo quello di educare le nuove generazioni sugli effetti del razzismo e dell’antisemitismo e di promuovere la tolleranza e la comprensione tra le diverse culture e le diverse religioni.

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