Un dubbio che ci coglie spessissimo quando scriviamo riguarda senz’altro la differenza che passa tra obiettivo e obbiettivo.

Qual è la differenza fra obiettivo e obbiettivo?

In realtà, il problema non si pone, perché… una forma vale l’altra! Ebbene sì, che si tratti di un aggettivo, che ci si voglia riferire a un fine verso cui si tende, che si faccia riferimento a un pezzo della macchina fotografia, tra obiettivo e obbiettivo non c’è alcuna differenza.
Entrambe possibili, le due forme si distinguono soltanto per un fattore “storico”: obiettivo è infatti la forma derivata direttamente dal latino obiectivum con una sola “b”, mentre obbiettivo ha origine popolare.

In generale, tra obiettivo e obbiettivo la forma maggiormente usata nell’italiano contemporaneo è la prima, essendo l’altra considerata più adeguata a contesti popolari, ma come si vede dagli esempi sotto riportati la differenza è assolutamente arbitraria:

  • “L’obbiettivo della sua poesia non è la cosa, ma l’immagine, il modo di rappresentarla” (De Sanctis, Storia della letteratura italiana).
  • “Ma, per quanti sforzi io facessi, non riuscivo a distaccarlo da me, a rendermelo obiettivo” (D’Annunzio, L’innocente).