Fake News, progetto studenti Boldrini: la storia

Era il 29 settembre quando la Ministra Boldrini aveva detto: “Stiamo per lanciare il primo progetto di educazione civica digitale in Italia insieme al ministro Fedeli, il 30 ottobre”; “Vogliamo aiutare i nostri ragazzi a capire che cosa e’ una fake news e a difendersi?”, aveva spiegato la presidente della Camera. “Non stiamo a guardare e non ci consegniamo ai falsari”, aveva esortato Boldrini. “Alla Camera ho voluto organizzare attività di sensibilizzazione. Ho istituito due commissioni parlamentari: una su Internet (che ha formulato una sorta di dichiarazione dei diritti e dei doveri su Internet), e la commissione Jo Cox dedicata dalla deputata laburista britannica uccisa dall’odio politico”. Oggi il progetto sta per diventare realtà.

Fake News, progetto studenti Boldrini: il progetto

L’esperimento è in partenza a fine ottobre e coinvolgerà diversi social network, tra cui Facebook con l’obiettivo di “educare una generazione di studenti a riconoscere le fake news e le teorie cospirative” che circolano sul web e che già in passato avevano colpito la stessa Boldrini. Il New York Times ha presentato l’idea italiana, “I dieci comandamenti dell’era digitale”. Il progetto coinvolgerà 8000 studenti perché, come dichiarato dalla Boldrini,:”Il governo ha il dovere di insegnare alle giovani generazioni di elettori italiani come difendersi contro le falsità che giocano sulle loro paure”.

Fake News, progetto studenti Boldrini: i social

Oltre ai principali social network, il progetto coinvolgerà anche Google ma: “Boldrini esprime scetticismo in particolare sull’impegno di Facebook nel metter un freno alle fake news e all’odio sul web, e riconosce la possibilità che il progetto scolastico sia una vera e propria manna per l’immagine del gigante del settore, cosa di cui esso ha molto bisogno”; nonostante ciò “Facebook sta dando il suo contributo promuovendo l’iniziativa attraverso pubblicità mirate verso gli studenti delle scuole superiori ed i loro coetanei,e Boldrini dice di sperare che l’iniziativa, che ha lo scopo di dimostrare ai liceali come i loro like siano monetizzati e usati a scopi politici, possa divenire un programma pilota di Facebook per tutta Europa“.