La prima volta che ho incontrato Guido Terni, Responsabile del Settore Education di Lenovo Italia, eravamo entrambi a Didacta, manifestazione internazionale dedicata al mondo dell’istruzione; lui stava raccontando il nuovo Yoga Book, io ero affascinata: a colpirmi è stata la sua passione per questo lavoro ma è certamente l’impegno costante, non solo verso gli insegnanti ma anche verso gli studenti, che gli permetterà di fare la differenza nella scuola del futuro. Oggi, noi di StudentVille, lo abbiamo sentito telefonicamente per farci raccontare cosa ci aspetta…

Guido, la scuola sta cambiando, voi ne state riscrivendo le regole; in passato non esisteva tutto questo controllo per mezzo della tecnologia, in che modo crede che questo cambiamento possa essere positivo?

“Noi non favoriamo il controllo della tecnologia sugli studenti, ma favoriamo l’inclusione della tecnologia nel processo di apprendimento, stimolando l’interazione tra studente ed insegnante; viene, comunque, lasciato il potere al professore ma stimolando l‘innovazione: gli studenti, infatti, utilizzano gli stessi strumenti che vengono utilizzati nel mondo del lavoro. L’insegnamento, pertanto, resta da essere umano ad essere umano, ma con tutti i benefici abilitanti della tecnologia“.

Il software per aiutare gli studenti con DSA, dovrebbe favorire l’integrazione tra studenti, ma aiuterà anche a contrastare l’attualissimo fenomeno del cyberbullismo?

“Noi pensiamo gli strumenti che offriamo come mezzi di inclusione: tutti gli studenti, dunque, devono essere allo stesso livello; la strumentazione è esteticamente la stessa (per non far percepire agli studenti la differenza), ma per gli alunni che riscontrano maggiori difficoltà esistono dei software potenziati per aiutarli nel processo di apprendimento. Non solo; stiamo lavorando sul potenziamento di un software che riconosce parole pericolose legate a bullismo e cyberbullismo per proteggere i ragazzi da questi fenomeni sociali”.

Quali sono le caratteristiche che pensate di far sviluppare agli studenti attraverso le vostre tecnologie che possano aiutarli a inserirsi nel mondo del lavoro? 

“Il processo è quello di avvicinare il mondo degli studenti alla realtà lavorativa; ad ogni colloquio vi chiederanno il vostro grado di preparazione informatica e se non ne avete, verrete tagliati fuori. Lenovo vi prepara per questo; un’altra delle skills più richieste ad un colloquio è la conoscenza delle lingue e con De Agostini abbiamo sviluppato un software per il loro rapido apprendimento…”

L’inglese, oltre alla matematica, è fra le materie più odiate dagli studenti; in che modo pensate di aver superato l’ostacolo, rendendola più attraente per gli alunni?

“Non abbiamo la bacchetta magica ma uno dei nostri obiettivi principali è quello di rendere l’apprendimento sempre più interessante per gli studenti. La tecnologia è un fattore facilitante e potrebbe aiutare i nativi digitali a studiare con più entusiasmo; è importante, dunque, unire l’aspetto ludico della tecnologia, all’insegnamento.”

Quale sarà il futuro della scuola?

“Il futuro è la realtà virtuale; una didattica fatta in maniera diversa: si potrà esplorare la terra, toccandola dall’interno, studiare il corpo umano, andando dentro il cervello a vedere come funzionano i neuroni. La tecnologia già esiste, noi stiamo lavorando sui contenuti…”

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