FILM CLASSICI: 11 TITOLI DA VEDERE ALMENO UNA VOLTA. Sono tanti i ragazzi che al giorno d'oggi si professano cinefili, ma la vera prova del nove la si ottiene quando si fa una rapida inchiesta sui film classici del passato che hanno visto. I più sembrano avere un inspiegabile terrore del bianco e nero, altri non riescono a guardare un film muto, altri ancora non si avvicinano a una pellicola con più di 30 anni di età. Eppure sono tantissimi i film classici meritevoli del passato, capolavori imprescindibili che fanno parte del patrimonio cinematografico e che dovrebbero esser visti almeno una volta nella vita da tutti coloro che affermano di amare la nona arte.

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FILM CLASSICI A VEDERE: 11 TITOLI DA NON PERDERE. Abbiamo allora pensato di mettere in ordine cronologico 11 opere che andrebbero capite, studiate e memorizzate. Questa la nostra lista.

  • Nosferatu (1922): il capostipite dei film horror, almeno per quanto riguarda gli esiti artistici, e uno dei vertici dell'espressionismo. F. W. Murnau gioca con le ombre e costruisce la figura di un vampiro dall'aspetto indimenticabile.
  • Metropolis (1927): e dopo l'horror ecco la fantascienza, almeno quella di carattere sociale. Il capolavoro di Fritz Lang è infatti una metafora dei rapporti di classe e del populismo che a breve avrebbe infettato la Germania nazista. Ancora oggi risultano stupefacenti le scenografie del film, e anche gli effetti speciali si difendono bene.
  • Quarto potere (1941): il debutto di Orson Welles è da sempre uno dei titoli più citati nelle classifiche cinefile, e a ragione. Il genio americano non solo crea una parabola che bene identifica punti deboli e di forza di un intero Paese, ma si diverte a rompere le regole di linguaggio cinematografico con l'irruenza del giovane ribelle.
  • Casablanca (1942): uno degli apici del cinema classico americano, quello dello star system hollywoodiano. Non a caso i due protagonisti sono due colossi come Humprey Bogart e Ingrid Bergman, e la sceneggiatura di questa tragica e iperstilizzata storia d'amore è piena di battute passate alla storia.
  • Roma città aperta (1945): arriviamo in Italia con il film archetipico del neorealismo, opera di Roberto Rossellini. La resistenza italiana durante il nazifascismo viene messa in scena mescolando elementi documentaristici e di finzione, affiancando attori professionisti e altri presi dalla strada, con un effetto dirompente e originalissimo.
  • Vacanze romane (1953): poche coppie possono rivaleggiare con la luminosità che emanano Gregory Peck e Audrey Hepburn in questa commedia romantica di William Wyler che si diverte a rovesciare il mito di Cenerentola e che ha dato luogo a innumerevoli imitazioni.
  • La morte corre sul fiume (1955): l'unico film diretto da Charles Laughton è davvero una gemma rara e purtroppo meno conosciuta di quanto meriterebbe. Si tratta di un noir sulla perdita dell'innocenza di una coppia di bambini costretti a scappare dal diabolico predicatore che ne ha ucciso la madre. Giganteschi i due adulti protagonisti, Robert Mitchum e Lillian Gish
  • Sentieri selvaggi (1956): uno dei western per eccellenza diretto dal regista western assoluto, John Ford, con l'attore western per antonomasia, John Wayne. La storia è quella di un duro veterano della guerra che impiega anni per ritrovare la nipote rapita da una tribù di nativi americani, nel contempo perdendo sempre più la propria umanità.
  • La donna che visse due volte (1958): il capolavoro indiscusso di Alfred Hitchcock è il film in cui è riuscito a coniugare alla perfezione la suspense di cui era maestro e l'afflato romantico. È infatti una misteriosa e tragica storia quella interpretata da James Stewart e Kim Novak, protagonisti di una surreale vicenda di morti e false resurrezioni.
  • L'appartamento (1960): pochi film hanno lo stesso secco romanticismo di questa commedia del maestro Billy Wilder che vede Jack Lemmon sospirare per l'amore di Shirley MacLaine. Il primo è un impiegato che è solito prestare il suo appartamento a quattro manager fedifraghi che si innamora proprio dell'amante di uno dei suoi capi.
  • Otto e mezzo (1963): impossibile non chiudere con il film più famoso di un colosso come Roberto Fellini, in cui i suoi segni distintivi – il surrealismo, la cronaca romana, l'autobiografia e la ricerca linguistica – si fondono in un racconto episodico incentrato sulla crisi artistica ed esistenziale di un famoso regista interpretato da Marcello Mastroianni.

FILM DA VEDERE: I MIGLIORI. Cerchi titoli meno datati? Ecco i migliori film per tutti i generi:

(Foto: La donna che visse due volte, courtesy of Paramount)