Emigrazione e Immigrazione nel contesto italiano

Le recenti ondate immigratorie verso l’Italia hanno fatto riaccendere la discussione sul tema generale della migrazione. Nei secoli passati milioni di italiani abbandonavano la Patria in cerca di fortuna dall’altra parte del mondo, prediligendo Paesi ricchi e economicamente più sviluppati come gli Stati Uniti, l’America Latina e l’Australia. Attualmente la situazione si è capovolta ed è l’Italia stessa ad essere meta, invece, degli sbarchi clandestini di cittadini africani e dell’Est Europa: si tratta di popolazioni che fuggono da Paesi colpiti da guerre o forti crisi economiche con l’obiettivo di stabilirsi in un luogo sicuro che possa garantire loro un futuro migliore. L’Italia si è, quindi, trasformato da Paese di emigrati e Paese di immigrati e per questo è importante conoscere le differenze specifiche tra i due termini.

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Emigrato: significato e distinzioni

L’emigrazione è il fenomeno sociale che porta un singolo individuo o un gruppo di persone a spostarsi dal proprio luogo originario verso un altro luogo. L’emigrato, quindi, è colui a cui vengono a mancare in patria le condizioni necessarie per il pieno compimento della sua vita e si vede costretto a scegliere un altro luogo in cui insediarsi. Le motivazioni che possono scatenare questo fenomeno possono essere molteplici: si può trattare di motivi economici, politici, sociali, religiosi, sentimentali, ma anche di motivi di lavoro e istruzione, o nelle peggiori delle ipotesi per motivi riguardanti la guerra o la persecuzione. È bene distinguere due tipologie di emigrati: quello temporaneo si sposta solo per un periodo in un Paese diverso da quello di origine, come succedeva ai braccianti agricoli veneti che nell’Ottocento si trasferivano in Argentina nei periodi di pausa lavorativa; l’emigrato permanente è, invece, colui che si trasferisce definitivamente in un altro Paese per raggiungere una superiore qualità della vita.

Immigrato: significato e leggi in merito

L’immigrazione è il trasferimento permanente o temporaneo di singoli individui o di gruppi di persone in un paese o luogo diverso da quello di origine. Anche in questo caso, i motivi che spingono l’immigrato ad allontanarsi dalla propria Patria sono molteplici: per sfuggire alla povertà, per mancanza di cibo, per sconvolgimenti ambientali, per sfuggire alla giustizia, per scontri politici o religiosi, per problemi sentimentali o per acquisire una determinata preparazione accademica. Attualmente le legislazioni dell’Unione Europea pongono l’autonomia economica dell’immigrato come una condizione necessaria per avere un permesso di soggiorno e poi la cittadinanza, per questo motivo per lui è necessario avere un lavoro regolare o qualcuno che possa dargli un sostentamento economico. Le eccezioni riguardano gli immigrati vittime di persecuzioni politiche o religiose o che provengono da dittature e Paesi in guerra.

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