125 anni fa nasceva Eugenio Montale: Google gli ha voluto dedicare il doodle di oggi. Eugenio Montale, classe 1896, è uno dei più grandi maestri degli ultimi cinquant’anni della letteratura italiana. Premio Nobel per la letteratura nel 1975, è considerato tra i fondatori della corrente letteraria dell’ermetismo.

Nato a Genova in una famiglia di imprenditori, interruppe gli studi liceali iniziando, a titolo privato, a studiare canto con il baritono Ernesto Sivori. La prima Guerra Mondiale, la morte del maestro e la scelta di intraprendere la carriera letteraria, lo allontanarono da quel percorso. Quando iniziò a dedicarsi alla poesia, era già in possesso di una ricca cultura musicale, letteraria ed artistica. Tuttavia, fu solo nel dopoguerra che il poeta si applicò completamente alle attività creative e alla letteratura. Il primo libro di poesie di Montale, Ossi di seppia, esprimeva l’amaro pessimismo del dopoguerra.

Eugenio Montale, il doodle di Google nel 125esimo anniversario della sua nascita

Nel 1961 Montale ricevette la laurea honoris causa dall’Università di Roma e, poco dopo, dalle Università di Milano, Cambridge e Basilea. Nel 1967 il presidente Saragat lo nominò senatore a vita “in riconoscimento dei suoi illustri successi nel campo letterario e artistico”. La grande poesia di Montale nasce dalla ricerca di quelle presenze che svelano e liberano il mondo nascosto. Non fu insensibile alle lezioni stilistiche di Pascoli e Gozzano. A sua volta, ha influenzato i poeti italiani più giovani. Eugenio Montale è venuto a mancare il 12 settembre 1981.

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Il doodle per Eugenio Montale

Il doodle illustrato da Andrea Serio vede Montale con, sullo sfondo, il paesaggio ligure. In particolare, le Cinque Terre e Monterosso, ovvero i luoghi nei quali Montale trascorse le estati della sua infanzia e che furono per lui fonte e radice del suo immaginario poetico. Non a caso un ruolo importante nella formazione del poeta fu giocato dall’assidua frequentazione delle Cinque Terre. Difatti, nel verso “Per miracolo tace la guerra, qui tocca anche a noi poveri la nostra parte di ricchezza ed è l’odore dei limoni. (..)”, con “I Limoni” rese omaggio a Monterosso.

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