Mobbing: di cosa si tratta

Negli ambienti di lavoro nei rapporti tra datore e lavoratore, o tra lavoratore e lavoratore, si possono creare, a volte, delle tensioni provocate da diversi fattori. Oggi parliamo di mobbing partendo proprio dal significato del termine;  l’etimologia della parola risale al verbo inglese [to] mob, cioè «assalire, molestare», quindi con il termine mobbing si fa riferimento a comportamenti violenti che un gruppo rivolge ad un suo membro. Se contestualizzato all’ambito lavorativo, viene definito come terrore psicologico sul posto di lavoro che viene esercitato con atteggiamenti aggressivi e vessatori ripetuti, da parte di colleghi e superiori. Questo atteggiamento, di conseguenza, provoca nel lavoratore uno stato di ansia e malessere sul posto di lavoro. Nel caso di atteggiamenti violenti da parte del datore di lavoro, si parla di bossing.

Mobbing: come riconoscerlo

Prima di parlare di mobbing, e di procedere per vie legali, è bene riconoscerlo e non cadere in false supposizioni. Affinché si possa parlare di mobbing si devono verificare delle situazioni:

  1. ripetersi per un lungo periodo di tempo;
  2. reiterarsi in modo sistematico e continuato;
  3. avere uno scopo preciso, quindi essere azioni intenzionali (magari anche premeditate).

La vittima di questo atteggiamento violento e discriminatorio viene detto mobbizzato, il carnefice viene detto mobber che, con i suoi atteggiamenti, distrugge la vita sociale, psicologica e professionale della vittima. Ogni situazione è diversa dall’altra, ma nella maggior parte dei casi si è arrivati all’individuazione di un denominatore comune ovvero l’inferiorità della vittima; inferiorità intesa in riferimento alla posizione lavorativa che si occupa. Nel periodo in cui la vittima è vittima di mobbing vengono meno:

  1. la sua influenza;
  2. il rispetto degli altri verso di lui/lei;
  3. il suo potere decisionale;
  4.  l’entusiasmo nel lavoro;
  5. la fiducia in se stesso;
  6. gli amici;
  7. la salute;
  8.  la sua dignità.

Lo scopo del mobbing è sempre lo stesso, ovvero portare la vittima alle dimissioni volontarie o un licenziamento motivato. 

Mobbing: come difendersi

I sintomi che manifesta un mobbizzato possono essere:

  1. palpitazioni;
  2. tremori;
  3. difficoltà respiratorie;
  4. problemi di espressione;
  5. sudorazione fredda;
  6. dermatite e problemi cutanei;
  7. cefalea;
  8. gastriti e disturbi digestivi;
  9. perdita del sonno;
  10. stress.

In caso di mobbing, la cosa necessaria da fare è rivolgersi ad un legale per avere consulenza e rivolgersi a degli enti di supporto, come ad esempio le organizzazioni sindacali che offrono assistenza legale, sostegno e consulenza. In caso di reati penali ci si può rivolgere a degli avvocati penalisti oppure direttamente a giuslavoristi specializzati in mobbing e discriminazioni lavorative.

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