Ancora un caso di presunte molestie sessuali a scuola. Protagonista sarebbe un professore di Lecce, che si sarebbe rivolto alle proprie studentesse chiamandole le “sue orsacchiotte“, avrebbe rivolto loro frasi allusive e si sarebbe persino strusciato sui banchi presso le quali le stesse erano sedute. L’uomo, professore di un istituto superiore della città pugliese, è stato iscritto sul registro degli indagati. Adesso dovrà provare di non essere colpevole delle ipotesi di reato a lui indirizzate. Ovvero, di atti osceni e molestie nei confronti delle proprie alunne.

Professore chiama “orsacchiotte” le studentesse: indagato per molestie

Professore chiama “orsacchiotte” studentesse

La novità in questa storia, almeno rispetto a molti dei casi simili accaduti presso altri istituti, è che questa volta la denuncia proviene dalla preside. La donna ha raccolto le testimonianze delle ragazzine coinvolte nella spiacevole esperienza e, messe per iscritto, le ha fatte avere alle autorità competenti.

Le testimonianze parlano di atteggiamenti ambigui nei loro confronti e dell’utilizzo da parte del docente di termini particolarmente affettuosi, ben lontani da quelli che un professore dovrebbe usare per rivolgersi alle sue allieve. Non consoni, insomma, alla carica professionale dallo stesso ricoperta.  Così come non consoni sarebbero stati certi sguardi allusivi loro indirizzati. I fatti si sarebbero svolti a inizio anno scolastico. Fino a quando le voci non sono giunte in presidenza, dove la dirigente ha convocato le ragazze per conoscere la loro versione.

Voleva rendere l’insegnamento più confidenziale

Queste sono state le giustificazioni addotte dall’avvocato dell’uomo, Fabio Zecca. Il professore avrebbe utilizzato tale tono confidenziale proprio come un padre di famiglia nei confronti di una figlia. Mai e poi mai avrebbe pensato che i suoi modi sarebbero potuti essere fraintesi, altrimenti avrebbe evitato di farvi ricorso.

Si è già svolto l’incidente probatorio con una delle ragazze presso l’Asl di Lecce, avvenuto alla presenza della gip Laura Liguori e della psicologa Sara Scrimieri. Scelta, quest’ultima, dalla procura e responsabile di stilare una relazione finale per stabilire se le dichiarazioni della ragazza si possano ritenere effettivamente attendibili. Presenti anche i consulenti di parte.

A questo seguirà l’incidente probatorio con un’altra studentessa, in agenda il 20 giugno prossimo. In attesa che si faccia chiarezza su quanto avvenuto, il professore si dice in assoluta buona fede, ritiene che sarà dimostrata. Al momento, tuttavia, il docente non è stato sospeso dal suo incarico, sta continuando ad insegnare.

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