Sindaco vieta "Bella Ciao” perché “canzone divisiva” - Studentville

Sindaco vieta "Bella Ciao”: la scuola decide di non partecipare alle celebrazioni del 25 aprile

E' successo a Medole, nel mantovano: il sindaco vieta l'esecuzione di "Bella Ciao” da parte delle scuole il 25 aprile perché “canzone divisiva”.
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Nel mantovano, a Medole per la precisione, il sindaco ha vietato l’esecuzione della canzone “Bella Ciao” che gli studenti delle scuole medie dell’istituto comprensivo avrebbero dovuto suonare in occasione del 25 aprile. L’episodio è stato raccontato dalla Gazzetta di Mantova e, successivamente, riportato da La Repubblica. Ma come sono andati i fatti? E perché questa imposizione? Andiamo con ordine.

La Festa della liberazione e la canzone “Bella Ciao”

Si avvicina il 25 aprile, data nella quale si festeggia l’anniversario della liberazione d’Italia. Simbolo della festa è da sempre la canzone “Bella ciao”, composta dai gruppi partigiani durante la Resistenza italiana. I suoi versi, infatti, raccontano la storia della resistenza antifascista nella seconda guerra mondiale. E’ una canzone sulla libertà dagli oppressori (di qualunque tipo essi siano).

Non molto tempo fa, l’amministrazione comunale di Medole, ha chiesto all’Istituto comprensivo che raggruppa materna, elementari e medie del paese, di partecipare alle celebrazioni che si sarebbero tenute in occasione della Festa della Liberazione. Richiesta alla quale la scuola ha subito aderito con tutte le sue classi ed istituti. Ma, nel momento in cui il comune ha voluto sincerarsi sulle modalità di partecipazione a queste chiedendo alle scuole il programma delle loro esibizioni, è arrivato uno stop.

Sindaco vieta "Bella Ciao”: la scuola decide di non partecipare alle celebrazioni del 25 aprile

25 aprile, Sindaco vieta “Bella Ciao”

Intenzione delle scuole era quella di suonare l’Inno di Mameli e Bella ciao. In particolare, sarebbero stati gli studenti di prima a suonare quest’ultima. Come ha dichiarato il professore di musica Paolo de Angelis, ai più grandi sarebbe spettato il compito di eseguire l’inno di Mameli, avendo avuto più tempo a disposizione per prepararsi. Ma, se il sindaco ha accettato di buon grado la prima, non ha fatto lo stesso con la seconda. Obiettando, ha dichiarato: “Troppo divisiva”.

Da qui è seguito il ritiro della propria partecipazione, da parte delle scuole, alle celebrazioni della Festa della liberazione. Non solo: hanno anche annunciato che suoneranno ugualmente Bella Ciao, ma a scuola, il 26 aprile, al ritorno in classe dal giorno di festa, nell’ambito di una festa alternativa.

Preso atto del ritiro della scuola, il sindaco ha chiesto alla banda di Guidizzolo, un paese vicino, di suonare un repertorio diverso, più consono alla giornata (almeno da quanto ritenuto dall’amministrazione). Non è strano come la decisione del primo cittadino abbia scatenato diverse polemiche, sia nel paese che fuori. Tuttavia, l’Associazione nazionale del Partigiani d’Italia non si è sentita toccata dalla vicenda: ha confermato la propria presenza alla giornata commemorativa.

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