Democrazia: la definizione e da dove deriva il termine

“L’Italia è una Repubblica democratica basata sul lavoro”: analizziamo la frase, ma in particolare l’aggettivo “Democratica” che deriva da Democrazia e il che significa in gergo “Potere del popolo”. Sappiamo bene, perché la storia questo c’insegna da anni e anni ormai, che di certo la voce al popolo non è stata sempre un diritto, e soprattutto un dovere, come lo è attualmente: ciò è successo fino a pochi anni fa (esempi calzanti il Fascismo e il Nazismo) in periodi in cui il governo era tutto affidato ad un sola persona, un singolo. Per quanto riguarda l’Italia, la voce al popolo come non mai fu data per la decisione fra Monarchia o Repubblica dopo la seconda guerra mondiale. Infatti la nascita della Repubblica Italiana avvenne a seguito dei risultati del referendum istituzionale del 2 e 3 giugno 1946, indetto per determinare la nuova forma di governo. Si trattò di un passaggio di grande importanza per la storia dell’Italia contemporanea dopo il ventennio fascista, dopo un periodo di guerra, di atrocità, di ferocia e dopo un periodo estremamente non liberale, costretto e ristretto a determinate leggi e norme ingiuste!

Democrazia: origine del termine

La parola democrazia deriva dal greco antico: δῆμος, démos, “popolo” e κράτος, krátos, “potere” ed etimologicamente significa “governo del popolo”, ovvero sistema di governo in cui la sovranità è esercitata, direttamente o indirettamente, dal popolo, generalmente identificato con l’insieme dei cittadini che ricorrono ad una votazione. Dobbiamo ai Greci le varie forme di Democrazia e soprattutto le prime forme di Democrazia, infatti proprio in quel periodo storico, ritroviamo vari filosofi come Platone e Aristotele che basarono tutta la loro vita e il proprio studio su questa forma di potere politico, in cui i cittadini prendono parte in modo completo alla vita politica e sociale del proprio Stato di appartenenza. Comunque, anche i  filosofi hanno diverse concezioni sui pro e sui contro della forma democratica e se questa sia più consueta per il comando e il governo del popolo. Infatti, Platone ne parla approfonditamente nel suo trattato Πολιτεία (La Repubblica), nonché nel suo dialogo Πολιτικός (Politico), dandone peraltro un giudizio negativo: per lui il governo dovrebbe essere tenuto dai filosofi, in una sorta di tecnocrazia. Anche Aristotele esplora approfonditamente il concetto nel suo trattato sulla Politica e anche lui la giudica una forma di stato non opportuna, che facilmente si trasforma in tirannide, dovuto al fatto che il popolo non può e non deve essere guidato da incapaci e ignoranti; detto questo i due filosofi affermano che il ruolo politico e di potere devono essere esclusivamente affidati ai saggi, agli studiosi, ai cultori, quindi ai filosofi. Per quanto riguarda il periodo più recente, è grazie ad Abramo Lincoln nel suo discorso a Gettysburg (1863) che abbiamo la famosa e celebre frase che poi fu anche introdotta nella Costituzione Francese, in cui, egli affermava: “la democrazia è il governo del popolo, da parte del popolo, per il popolo”.

Democrazia: le varie forme

Per quanto riguarda le varie forme di Democrazia non si può assolutamente parlare di una sola, unica e indissolubile, infatti ci sono varie forme che esistono nel tempo, nei luoghi e nelle tradizioni valoriali di ogni paese e ogni stato. Ecco un elenco delle varie tipologie:

  • Nella democrazia partecipativa si raccolgono tutti quegli strumenti utili che forniscono informazioni stimolando la collaborazione tra cittadini e rappresentanti.
  • Nella democrazia deliberativa, la volontà del popolo non viene espressa tramite l’elezione , ma con un processo deliberativo.
  • Nella democrazia diretta, il potere sovrano è esercitato direttamente dal popolo come avveniva nell’antica Grecia.
  • Nella democrazia indiretta o rappresentativa il potere sovrano è esercitato da rappresentanti eletti dal popolo, cioè tutti i membri del Parlamento.

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