CHARLES BAUDELAIRE E I FIORI DEL MALE. Charles Baudelaire è uno dei maggiori esponenti del simbolismo francese e il precursore del Decadentismo, incarnazione del “poeta maledetto” per eccellenza. Se anche tu, in maniera diversa, lo stai un po’ maledicendo perché devi leggere, studiare e analizzare la sua opera più famosa, I Fiori del Male (Les Fleurs du Mal è il titolo originale), ma non sai bene da che parte iniziare, non ti preoccupare: ti aiutiamo noi a fare una scheda libro con riassunto e analisi dell’opera, individuando anche tematiche e poetica di Charles Baudelaire.

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charles baudelaire e i fiori del male

I FIORI DEL MALE DI BAUDELAIRE: TITOLO, AUTORE, DATA. Iniziamo individuando i dati essenziali dell’opera lirica di Charles Baudelaire, ossia titolo, autore e data di pubblicazione, in questo modo:

  • Titolo: I fiori del male
  • Titolo originale: Les Fleurs du mal
  • Autore: Charles Baudelaire
  • Data di pubblicazione: 25 giugno 1857
     

I FIORI DEL MALE: BIOGRAFIA DI CHARLES BAUDELAIRE. L’autore de I Fiori del Male è Charles Baudelaire, uno dei più grandi poeti francesi dell’800, considerato uno dei massimi esponenti europei del Simbolismo e precursore del Decadentismo. Nato il 9 aprile 1821, a Parigi, Baudelaire deve la sua prima fama proprio alla pubblicazione del suo volume di poesie Les Fleurs du mal nel 1857: a causa dei temi affrontati, come il sesso, la morte, la depressione, la corruzione, il pessimismo, il male di vivere, la perdita dell’innocenza, l’omosessualità e l’alcol, il poeta guadagnò tantissimi seguaci, ma furono molti anche i detrattori che gridarono allo scandalo, tanto che la direzione della Sicurezza pubblica denunciò l’opera per oltraggio alla morale pubblica e offesa alla morale religiosa. Il giudice condannò Baudelaire, il suo editore e il pubblicista e soppresse ben sei poemi, non contenuti nelle edizioni successive. Dopodiché, l’autore ha lavorato sulla traduzione di Confessions of an English Opium Eater di Thomas Quincey, su alcuni poemi come Petits Poemes en prose e ha condotto studi critici su Flaubert, Théophile Gautier e Balzac. Negli ultimi anni della sua vita, affetto da diverse condizioni croniche derivanti dallo stress e dall’uso di oppiacei, tornò a vivere con la madre, dopo il fallimento delle relazioni con Jeanne Duval, Marie Daubun e Apollonie Sabatier. In questo periodo scrisse Le Voyage, una delle sue ultime poesie. Nel 1864 fu costretto a lasciare la Francia a causa dei debiti e si trasferì in Belgio, dove nel 1966 fu colto da un ictus. Visse i suoi ultimi mesi di vita semi-paralizzato, morendo il 31 agosto 1867. Charles Baudelaire è sepolto nel cimitero di Montparnasse a Parigi.
 

I FIORI DEL MALE: RIASSUNTO. I fiori del male, nella sua prima edizione, pubblicata nel 1857 dall’Editore Auguste Poulet-Malassis, comprendeva cento poesie divise in cinque sezioni: Noia e ideale; I fiori del male; Rivolta; Il vino; la morte. Nel 1861, Charles Baudelaire pubblica una seconda edizione dell’opera lirica aggiungendo nuovi testi e divide l’opera in sei sezioni:

  • Noia e ideale
  • Quadri Parigini
  • Il vino
  • I fiori del male
  • La rivolta
  • La morte

?Le poesie non sono ordinate secondo criteri cronologici, ma costituiscono una sorta di percorso esistenziale del poeta che inizia con la presa di coscienza sulla sua diversità rispetto al mondo esterno, e la sua alienazione. Il male di vivere scaturito da questa situazione porta l’autore a rifugiarsi nell’alcol, nella droga, negli amori distruttivi, unici mezzi per estraniarlo dalla realtà e fargli scoprire l’irrazionalità e un “oltre” raggiungibile solo con l’arte. Tuttavia, Baudelaire arriva alla fine a ribellarsi a Dio, rifiutando totalmente il mondo tramite la morte.   

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BAUDELARE, I FIORI DEL MALE: STILE. I fiori del male è uno dei massimi esempi del Simbolismo, in quanto Charles Baudelaire crea un modo nuovo di fare poesia, con l’utilizzo di versi liberi, di un linguaggio allusivo e nuovo, musicale e simbolico. Le parole non hanno più il significato che viene loro generalmente attribuito, ma vengono caricate di un significato più profondo, nascosto, allusivo e fonico, diventando simboli e portali che conducono a un’altra realtà. In questo senso, la poesia più significativa è senz’altro Correspondances (Corrispondenze), in cui Baudelaire crea dei legami tra il reale e la poesia. La realtà concreta, la Natura nasconde dei legami invisibili tra le cose, ogni oggetto è simbolo di qualcos’altro. È il poeta colui che riesce a comprendere questi simboli che si nascondono dietro alla realtà e li rivela agli altri uomini. L’opera si caratterizza per l’uso di molte figure retoriche, come l’analogia, la sinestesia, la metafora. Il titolo stesso del capolavoro è un ossimoro a livello di significato: i fiori rappresentano la bellezza che solo l’arte può creare, mentre il “male” è il simbolo della corruzione e del degrado della società in cui Baudelaire viveva.
 

I FIORI DEL MALE: TEMATICHE. Le tematiche affrontate nell’opera sono molte. Ecco le principali.

  • Le spleen e l’ideale: nella prima sezione il poeta esprime la sua dualità profonda tra il male di vivere dato dalla realtà decadente, priva di valore, la noia (le spleen) e la bellezza che può essere espressa solo tramite l’arte e la poesia.
  • Le corrispondenze: come spiegato in precedenza, la Natura viene vista da Baudelaire come una serie di simboli che celano significati nascosti, i quali possono essere evocati solo dal poeta.
  • La follia: in Quadri di Parigi, compare il tema della follia, stato d’animo sofferente dell’autore, ma anche mezzo per perdersi e allontanarsi dalla volgarità del reale.
  • La città: la città è sinonimo di corruzione, volgarità, ma assume anche l’aspetto di un luogo magico in cui perdersi e ritrovarsi.
  • Il vino e i paradisi artificiali: nella terza sezione il vino, Baudelaire parla del vino, dell’alcol, delle droghe, della dissolutezza come unici mezzi per mettere a tacere la sua disperazione.
  • La rivolta contro Dio: quando la sofferenza si fa troppo grande, il poeta impreca contro Dio e si ribella a lui.
  • La morte: è vista da Baudelaire come l’ultimo tentativo, la speranza più grande e l’ultima illusione per fuggire dal male di vivere.

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CHARLES BAUDELAIRE, RECENSIONE I FIORI DEL MALE: POETICA, SIMBOLISMO E DECADENTISMO. L’opera di Charles Baudelaire ha riscosso una fortuna immensa, tanto da essere considerato oggi uno dei poeti più importanti dell’800 e non solo. Padre dei simbolisti e idolo dei decadenti, Baudelaire ha ispirato tutti i suoi successori illustri, come Rimbaud, Breton, Mallarmé, ma anche Pascoli, D’Annunzio, Pirandello e Svevo. I fiori del male colpisce per il contrasto tra il basso e l’alto, il brutto e il bello, l’osceno e la purezza ideale, percepiti dal poeta come due poli opposti. La sua poesia è al tempo stesso una sintesi e un superamento del romanticismo, annunciando così gli sviluppi del simbolismo e della poesia moderna. Poesia che in Baudelaire diventa un’intuizione, fatta di evocazioni che solo il poeta può cogliere per svelare ciò che si nasconde dietro la realtà. Allo stesso tempo, però, la poesia non è improvvisazione, ma richiede un faticoso studio e affinamento dei mezzi espressivi. Lo stesso Baudelaire è innovatore, ma continua a utilizzare elementi della poesia classica come l’alessandrino e la rima. Il poeta è quindi un’anima elevata che riesce a trasformare “il fango in oro”. Tuttavia, la poesia non ha fini né morali, né di divulgazione della verità né di insegnamento: “la poesia non ha altro scopo che se stessa”.

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