Borsellino: le frasi e gli aforismi celebri del magistrato

A distanza di 25 anni, il ricordo di Paolo Borsellino rimane ancora vivo nel cuore degli italiani. Un magistrato italiano che, fino alla fine, ha lottato contro la mafia pagando con la vita la sua battaglia, finita il 19 luglio 1992, a Palermo, con l’attentato di Cosa Nostra in via D’Amelio. Quel giorno moriva Borsellino, nell’esplosione causata da un’autobomba in cui persero la vita anche gli agenti della sua scorta e oggi, per ricordare il suo lavoro e la sua lotta, vi riproponiamo i suoi aforismi più celebri.

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Aforismi e citazioni di Paolo Borsellino

Il ricordo di Paolo Borsellino rimane ancora vivo nel cuore degli italiani. Omaggiamo il magistrato attraverso le sue frasi più celebri nell’anniversario della sua scomparsa

  • È bello morire per ciò in cui si crede; chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura  muore una volta sola.
  • La paura è umana, ma combattetela con il coraggio.
  • È normale che esista la paura, in ogni uomo, l’importante è che sia accompagnata dal coraggio. Non bisogna lasciarsi sopraffare dalla paura, altrimenti diventa un ostacolo che impedisce di andare avanti.
  • La lotta alla mafia, il primo problema da risolvere nella nostra terra bellissima e disgraziata, non doveva essere soltanto una distaccata opera di repressione, ma un movimento culturale e morale che coinvolgesse tutti e specialmente le giovani generazioni, le più adatte a sentire subito la bellezza del fresco profumo di libertà che fa rifiutare il puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità.
  • La lotta alla mafia dev’essere innanzitutto un movimento culturale che abitui tutti a sentire la bellezza del fresco profumo della libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità.
  • Politica e mafia sono due poteri che vivono sul controllo dello stesso territorio: o si fanno la guerra o si mettono d’accordo.
  • Se la gioventù  le negherà il consenso, anche l’onnipotente e misteriosa mafia svanirà come un incubo.
  • Non sono né un eroe né un Kamikaze, ma una persona come tante altre. Temo la fine perché la vedo come una cosa misteriosa, non so quello che succederà nell’aldilà. Ma l’importante è che sia il coraggio a prendere il sopravvento… Se non fosse per il dolore di lasciare la ma famiglia, potrei anche morire sereno.
  • Palermo non mi piaceva, per questo ho imparato ad amarla. Perché il vero amore consiste nell’amare ciò che non ci piace per poterlo cambiare.
  • A fine mese, quando ricevo lo stipendio, faccio l’esame di coscienza e mi chiedo se me lo sono guadagnato.
  • Parlate della mafia. Parlatene alla radio, in televisione, sui giornali. Però parlatene.

Paolo Borsellino: tutte le nostre risorse per ricordare il magistrato

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