Storia dell’arte: analisi de Il giuramento degli Orazi

L’arte è la vostra passione e la vostra materia preferita a scuola? Oggi faremo una bella lezioncina di storia dell’arte, utile per i compiti a scuola ma anche per curare l’anima. Servirà soprattutto per conoscere (o ripassare) uno dei quadri più famosi del neoclassicismo, Il giuramento degli Orazi di Jacques-Louis David, uno dei celebri esponenti di questa corrente artistica.

Per approfondire, leggete:

Il giuramento degli Orazi di Jacques-Louis David: analisi

Il giuramento degli Orazi (Le Serment des Horaces) è un dipinto conservato al Louvre di Parigi ed è considerato il manifesto del Neoclassicismo, corrente sviluppatasi in Europa tra il XVIII e il XIX secolo che nacque come reazione al tardo barocco e al Rococò , ispirandosi all’arte antica, in particolar modo quella greco-romana. Tra i maggiori esponenti di questo periodo troviamo David, pittore e politico francese. Prima di addentrarci nella spiegazione del quadro diamo un pò di riferimenti tecnici:

  • Opera: Il giuramento degli Orazi
  • Titolo originale: Le Serment des Horaces
  • Autore: Jacques-Louis David
  • Corrente artistica: Neoclassicismo
  • Anno di realizzazione: 1785
  • Tecnica: olio su tela
  • Dimensioni del quadro: 330×425 cm
  • Luogo di conservazione: Musée du Louvre,  Parigi

Il giuramento degli Orazi e l’ispirazione storica

Per analizzare l’opera iniziamo con la spiegazione del titolo e del soggetto scelto da David. Il dipinto è ispirato ad una leggenda romana: secondo la tradizione antica durante il regno di Tullio Ostilio tre fratelli romani, gli Orazi, si dovettero scontrare con tre fratelli di Alba Longa, i Curiazi per decidere l’esito della guerra tra Roma e Alba Longa. Lo scontro fu davvero cruento tanto che dei sei uomini solo uno ne uscì indenne e sopravvisse: uno degli Orazi, sancendo, va da sè, la vittoria di Roma e la conquista del territorio. Il tema di questa leggenda è narrato dallo storico latino Tito Livio e ripreso secoli dopo dalla tragedia Horace di Corneille alla quale David si ispira per dipingere il suo quadro.

Il giuramento degli Orazi: analisi del dipinto

La scelta di un tema storico non è inusulale in David, che ha utilizzato la storia classica per altri quadri simili a questo come “Belisario riconosciuto” (1781), “Il dolore di Andromaca”, “Le Termopili”, “I Littori portano a Bruto i corpi dei suoi figli” (1789), e “Il Ratto delle Sabine” (1799), ma in nessuno di questi quadri viene raggiunta la forza creativa ed espressiva del soggetto de Il Giuramento degli Orazi. In questo quadro David riesce a raggiungere un altissimo livello di esecuzione tecnica ed è l’opera che più di tutte sintetizza le nuove concezioni artistiche del pittore. Veniamo ora all’analisi tecnica del quadro che possiamo dividere idealmente in tre parti distinte, evidenziate dai tre archi a tutto sesto che appaiono sullo sfondo:

  • Nel primo segmento ideale troviamo i tre fratelli Orazi, visti di scorcio tanto che a prima vista sembrano un uomo solo, un unico corpo, immortalati con le gambe leggermente divaricate e il braccio proteso in avanti. I lineamenti dei loro volti sono concentrati e tesi, quasi eroici diremmo, visto che stanno per sacrificare la loro vita per Roma.
  • Al centro della scena, in quello che possiamo definire il secondo riquadro  c’è il padre, dipinto con un aspetto solenne: nella mano ha tre spade che sta per consegnare ai figli mentre l’altra mano è sollevata in alto, un gesto simbolico che evidenzia l’orgoglio nei confronti dei figli che difendono la loro patria e le loro famiglie.
  • Nel terzo riquadro, infine,  ci sono le moglie degli Orazi con due figli: nei loro volti leggiamo una sofferenza composta e dignitosa.

Tutto il quadro così concepito è in perfetto equilibrio tra le varie parti della scena, inserita in un ambiente severo e asciutto. L’equilibrio è dato dalla prospettiva centrale e dalle  linee nette e dai colori freddi utilizzati, in netto contrasto con la pittura rococò, che prediligeva colori tonali, luci calde e ombre accoglienti. Il quadro di David è idealizzato più che rivolto alla mera estetica: nel dipinto è evidente l’esaltazione dell’eroismo, del sacrificio, della tensione emotiva del momento, ottenuto grazie ad un gioco di luce, netta, che illumina la scena e dal trattamento chiaroscurale del rilievo delle forme e dei corpi, disegnati con grossa precisione. David sceglie di lasciare lo sfondo in penombra, dipingendolo di un colore scuro, così da sottolineare la drammaticità del giuramento: la scena in primo piano infatti, è  inondata da una luce fredda, intensa, che mette in rilievo i corpi dei personaggi. Le luci sono anche usate per sottolineare il contrasto tra il gruppo degli uomini e quello delle donne, più soffuse. Il contrasto tra i due sessi è evidente anche grazie all’uso di linee rigide e dritte per gli uomini, e di sinuose curve per le donne. Infine, merita un accenno l’uso della prospettiva, impostata lungo un asse orizzontale posta al centro della scena da cui partono una serie di diagonali che a loro volta formano dei triangoli che, seguendo l’andamento delle fughe del pavimento, convergono nel centro del quadro, costituito dal pugno sinistro del vecchio padre che regge le spade.

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