Bambini indaco: cosa sono e origine del termine

Con il termine di ‘bambini indaco‘, in inglese detti ‘indigos’, ci riferiamo ad una generazione di bambini che sarebbero dotati di tratti e capacità speciali o soprannaturali. Si tratta di una denominazione pseudoscientifica e che, quindi, non è confermata da nessun tipo di studio. Tale concetto è nato nell’ambito della subcultura New Age intorno agli anni Settanta, per poi affermarsi in modo più intenso negli anni Novanta. Ad utilizzare per prima l’espressione ‘bambini indaco’ è stata la parapsicologa Nancy Ann Tappe ma il concetto è diventato popolare in tutto il mondo solo dopo la pubblicazione nel 1999 del libro “The Indigo Children: The New Kids Have Arrived” scritto da Lee Carroll e Jan Tober. Nell’opera i due autori descrivono in modo specifico le caratteristiche dei bambini indaco, andandoli a presentare come quella generazione che innescherà un salto evolutivo dell’umanità dove non esisteranno più né le guerre né l’inquinamento.

Bambini indaco: le caratteristiche

In generale i bambini indaco sono rappresentati come quella generazione di bambini dotati di spiccate capacità caratteriali come l’empatia, la curiosità, la creatività, la forza di volontà oltre ad una forte inclinazione spirituale. Secondo altre fonti, a questi bambini vengono attribuiti anche poteri paranormali come la telepatia, la chiaroveggenza o la capacità di comunicare con gli angeli. Secondo Lee Carroll e Jan Tober, gli individui in questione presentano sempre una forte insofferenza nei confronti dell’autorità e, quindi, sono percepiti come soggetti problematici all’interno del tradizionale sistema scolastico.

Bambini indaco: le critiche della scienza

Il concetto di ‘bambini indaco’ non è mai stato affermato dalla comunità scientifica che, al contrario, nel corso degli anni ne ha sempre criticato la natura. In particolare la presunta generazione di bambini indaco è stata correlata ad una patologia infantile nota come sindrome da deficit di attenzione e iperattività (ADHD). Molti genitori, pur di non prendere coscienza dei disturbi mentali dei propri figli, hanno preferito seguire il movimento dei bambini indaco convincendosi di avere a che fare con ragazzini dotati di poteri speciali. In effetti questo comportamento risulta essere nocivo per la salute stessa dei bambini in quanto, in questo modo, si rimanda la diagnosi e il trattamento di malattie mentali che possono essere anche molto gravi.