Vuoi leggere l’ultimo manga di Naruto? Non riesci a resistere ai mesi necessari per la traduzione e la stampa…e allora cosa fai? Ti guardi le scans su internet che domande! Certo, ma è giusto? E’ lecito? Proviamo ad analizzare il fenomeno con i piedi di piombo, senza rischiare di cadere in inutili cliché o in qualunquismi a buon mercato.

In primo luogo il fenomeno delle scans, almeno dai dati delle ricerche su internet, appare affliggere quasi solamente un unico settore del fumetto: i manga; un’eccezione è poi il fumetto erotico o pornografico, ma in quel caso le scans credo siano un utile sistema per evitare la vergogna di andare di persona a comperare quel tipo di pubblicazioni.

Ma perché proprio i manga? Una risposta semplice ci viene data dai maestri del fumetto: Will Eisner e Frank Miller in Conversazione sul Fumetto parlavano di come le pubblicazioni giapponesi avessero una velocità di lettura quasi due volte superiore ad un qualsiasi comic occidentale, ciò comporta un consumo di pagine superiore ( basta un semplice confronto tra i mercati occidentali e il Giappone per accorgersene) e un’impossibilità materiale di racchiudere in un unico albo un’unità narrativa soddisfacente.

Per chiarire meglio questo concetto sfrutto un esempio pratico: un fumetto francese come può essere la Casta dei Meta-Baroni, di cui vi ho parlato in un post settimana scorsa, in ogni volume raccoglie una storia completa, lasciando un margine di prosecuzione per la trama generale. Un Manga è invece costituito da macro-unità narrative suddivise poi in numerosi volumi, come può essere la saga di Cell in Dragon Ball o quella di Raul in Ken il guerriero ( o Hokuto No Ken).

Ora la velocità di lettura e l’assenza di appagamento dopo un solo volume porta sicuramente il lettore di manga a desiderare di leggere l’episodio successivo, e quando ciò non è possibile a procurarselo in maniera più o meno lecita. Ora le scans sono comunque illegali, i diritti di riproduzione sono della casa editrice, mentre la proprietà è dell’autore che comunque, all’atto di scannerizzare e pubblicare su internet, viene defraudato del suo bene più prezioso: l’opera stessa che ha creato.

Ora se per altri fenomeni di pirateria si può addurre il costo eccessivo di dischi o dvd, per il fumetto va detto che è l’unico settore dell’editoria che ha mantenuto dei prezzi decorosi ( un volume di tex costa ancora come un panino), pensiamo agli aumenti barbari che hanno subito dischi e libri di narrativa invece, ed inoltre sopravvive senza pubblicità e finanziamenti pubblici ( fondi che diciamolo pure fanno sopravvivere l’editoria tradizionale). In più le case editrici di fumetto sono tutto fuorchè delle multinazionali con migliaia di dipendenti ed intermediari, come quelle della musica o del cinema, e le fumetterie sono luoghi in cui la pluralità è ben difesa e tutelata ( dall’underground al mainstream), cosa che non sempre avviene in ambito musicale; per cui il supposto pirata di manga non può nemmeno addurre l’irreperibilità del prodotto tra le sue giustificazioni.

In difesa di chi cerca le scans si può dire che sicuramente è un fan dell’opera e che nella maggior parte dei casi sicuramente la comprerà appena uscita; però mi pare che questo comportamento sia per certi versi sintomo di un’immaturità profonda come lettore, se si sceglie un media come il manga commerciale se ne devono accettare i pregi ( scorrevolezza, alta leggibilità) ma anche i difetti ( frazionamento a puntate e tempi di traduzione).

In conclusione non trovo per niente corretto il fenomeno delle scans su internet, ed è a mio avviso un costume infantile ed illegale, vorrei anche sapere la vostra opinione in proposito, per cui postate liberamente.