I diritti dei lavoratori stagionali: cosa sapere

Un lavoro stagionale è una mansione che si svolge nell’arco di un periodo di tempo limitato attraverso uno specifico contratto a termine per attività stagionali (modificato recentemente dal decreto dignità). Le attività stagionali riguardano principalmente quelle agricole, i lavori estivi e attività riguardanti la fiera, anche se al momento non esiste un decreto preciso che le elenchi. Si tratta quindi di attività che si svolgono in un periodo di tempo ben preciso e che prevedono quindi mansioni che si svolgono in maniera temporanea.

Non perdere: Lavori estivi all’estero: 7 impieghi stagionali

Lavori stagionali, i contratti a termine

I contratti a termine per attività stagionali non sono soggetti al regime delle causali per proroga o rinnovo, quindi hanno condizioni agevolate per quanto riguarda la durata massima. I rapporti a termine di un lavoratore con la stessa azienda non possono superare i 24 mesi, altrimenti il contratto si trasforma in indeterminato. Se il dipendente viene riassunto dalla stessa azienda con contratto a termine, tra i due rapporti devono trascorrere 10 giorni se il primo contratto ha avuto una durata pari o inferiore a 6 mesi, 20 giorni se il contratto ha avuto una durata superiore a 6 mesi.

Contratto di lavoro stagionale, diritto di precedenza

Chi viene assunto a tempo determinato per attività stagionali ha il diritto di precedenza rispetto a nuove assunzioni per le stesse mansioni. Il diritto di precedenza deve essere comunicato entro tre mesi dalla cessazione del rapporto. Inoltre, per i contratti a termine stagionali non è previsto il contributo addizionale pari all’1,40% che il datore di lavoro deve calcolare sull’imponibile previdenziale e versare all’INPS con il modello F24.

Potrebbero interessarti anche: