Apprendere della bocciatura del proprio figlio non è mai bello, magari si alzano un po’ i toni, si prospetta qualche punizione per l’estate e sicuramente l’aria in casa si fa più tesa. Ma essere bocciati non deve essere vissuto come una tragedia, né dagli studenti, né dai genitori: evidentemente i professori hanno ritenuto che la preparazione acquisita non sia sufficiente a superare l’anno scolastico. E che magari ripeterlo sia la soluzione migliore per rimettersi in pari. La premessa per introdurvi un fatto di cronaca piuttosto preoccupante, che ha visto protagonista un ragazzino di soli 12 anni, che è caduto dalla terrazza di casa sua. Ma come sono andati i fatti?

Litiga con la madre per la bocciatura e cade da 6 metri di altezza

12 enne cade da 6 metri di altezza

Siamo in provincia di Treviso, esattamente il giorno dopo la fine della scuola. E’ successo che, purtroppo, a causa di una bocciatura il ragazzino ha litigato con la madre. Non un semplice litigio, di quelli che finiscono con musi lunghi e porte sbattute in faccia, ma per il quale si è veramente rischiata la tragedia. Poco dopo le 13, il 12enne si trova in casa con la propria famiglia, con la quale sta parlando dell’esito dell’anno scolastico. Esito non positivo per lui, in quanto è stato bocciato. Da qui scatta il litigio con la madre, a seguito del quale il ragazzo cade dalla terrazza del suo appartamento, sito al secondo piano di una palazzina. Cadendo ha fatto un volo di circa 6 metri, al quale è seguito un tonfo che ha subito fatto pensare che fosse accaduto qualcosa di veramente grave.

Il ragazzino se l’è cavata con una frattura al femore

Fortunatamente così non è stato, e la tragedia è stata solo sfiorata. Il ragazzino è stato subito soccorso dalla mamma e dal 118, e da questo è stato trasportato d’urgenza al pronto soccorso dell’ospedale Ca’ Foncello di Treviso. Qui il ragazzo si trova attualmente ricoverato, ma non è in pericolo di vita. La prognosi è riservata, quello che si sa è che si è però fratturato un femore per via del quale dovrà sottoporsi ad un intervento chirurgico. La delicatezza dell’episodio ha richiesto naturalmente l’intervento dei carabinieri di Treviso, che si stanno occupando delle indagini. Tuttavia, almeno dalle prime indiscrezioni, non risulta che il ragazzino sia stato spinto o costretto a buttarsi, si sarebbe semplicemente sporto troppo perdendo l’equilibrio o si sarebbe lanciato volontariamente.

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