La famiglia dello studente Giuliano De Seta, morto in alternanza scuola lavoro lo scorso settembre a soli 18 anni, non avrà un risarcimento. Ciò in quanto era un semplice stagista, e per tale figura non è prevista alcuna cifra risarcitoria. Per questo motivo, la famiglia del ragazzo non potrà incassare il risarcimento previsto dall’INAIL. I genitori, tuttavia, hanno ribadito che ciò che veramente interessa loro è capire come il figlio sia morto, apprendere le dinamiche dell’incidente che gli è costato la vita. Per questo motivo, il gip ha conferito l’incarico a un ingegnere che, come “superconsulente”, si occuperà di capire come siano andati esattamente i fatti. Ovvero come sia stato possibile che quella enorme lastra sia caduta dai cavalletti che la sorreggevano.

Nessun risarcimento dell’Inail

La vicenda risale al settembre 2022, quando il giovane 18enne di Ceggia, in provincia di Venezia, ha perso la vita in seguito a un incidente occorso mentre svolgeva un periodo di alternanza scuola-lavoro presso un’azienda – ritenuta sicura – del posto. E’ stato schiacciato da una lastra di acciaio del peso di una tonnellata e mezza. “Politrauma da schiacciamento, con accertata lesività di tipo distruttivo, il cosiddetto sfacelo cranico”: questa è stata la causa riportata sull’autopsia. Ma perché l’Inail non ha ritenuto opportuno risarcire la famiglia di Giuliano? Perché, a quanto riportato sul Gazzettino, il ragazzo era uno stagista e non un operaio dell’azienda nella quale ha trovato la morte. Sarebbe proprio la sua posizione contrattuale a rendere inammissibile il risarcimento da parte dell’Istituto Nazionale Assicurazione Infortuni sul Lavoro. Solo in caso di stagista “capofamiglia” ci sarebbe il diritto alla corresponsione di denaro in caso di morte.

Alternanza scuola-lavoro

La decisione dell’Inail circa l’assenza di risarcimento per la famiglia del giovane studente ha suscitato non poche polemiche. Secondo alcuni, infatti, l’alternanza scuola-lavoro dovrebbe essere un’opportunità per i giovani di acquisire esperienze lavorative e conoscenze pratiche, e non una situazione in cui mettere a rischio la loro incolumità. Per questo, molti chiedono che vengano introdotte maggiori tutele per gli studenti che svolgono periodi di alternanza scuola-lavoro, al fine di evitare che situazioni simili possano verificarsi in futuro.

Nonostante la tragica vicenda, l’alternanza scuola-lavoro rimane un’opportunità importante per i giovani, sia dal punto di vista professionale che personale. Tuttavia, è importante che vengano messe in atto adeguate misure di sicurezza e che siano garantite le dovute tutele per gli studenti che decidono di intraprendere questo percorso.

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