La pandemia di Covid-19 ha inaugurato per la scuola una serie di sfide che richiedono riflessione e approfondimento. Per questo Cambridge University Press and Assessment, casa editrice ed ente certificatore della lingua inglese in Italia, tramite l’Italian Teachers Survey, ha cercato di fotografare lo stato attuale della scuola italiana, provando a identificare le principali tendenze nell’evoluzione dei sistemi educativi.

Il sondaggio ha interessato insegnanti di scuole statali di primo e secondo grado, i quali hanno individuato nella digitalizzazione la scommessa più grande: infatti non solo gli studenti, ma anche i docenti hanno dovuto imparare ad adattarsi a nuove modalità di insegnamento, richiedendo spesso (56% dei casi) un incremento delle proprie conoscenze digitali.

Italian Teachers Survey: come è cambiata la scuola dopo la pandemia

Nel 2021, lo scoglio più infido è stato precisamente quello del digital divide: il gap digitale per il 58% degli intervistati ha creato notevoli criticità, che hanno inficiato un rapporto ottimale con gli studenti. A risentirne soprattutto la didattica della scuola secondaria di primo grado, con difficoltà per il 73% delle classi, che diventa 54% nelle scuole superiori e nella scuola primaria scende al 43%.

Di certo, dopo la pandemia le cose non torneranno più come prima: il 79% dei docenti, nonostante gli incidenti di percorso, ritiene che il digitale si sia guadagnato il suo posto in classe e sia ormai indispensabile per lo svolgimento delle attività. Solo il 14% pensa il contrario, prevedendo un ridimensionamento dell’utilizzo di strumenti digitali nella scuola non appena verrà ripristinata completamente la didattica in presenza.

Scuola digitale ricerca

Da un punto di vista tecnico, è Google Classroom lo strumento principe della rivoluzione scolastica: la piattaforma viene impiegata dal 31% degli insegnanti ed è seguita a ruota da YouTube (24%), Google Forms e Google Hangouts/Meet (17%), Google Workspace for Education (15%) e bSmart (14%).

Soft skill e gamification: le principali sfide didattiche per il 2022

Secondo la Teachers Survey, al netto dello sviluppo tecnologico, tra gli insegnanti resta diffusa una particolare sensibilità verso le soft skills: il 31% di loro sente come imprescindibile la necessità di aumentare le proprie competenze professionali per riuscire a fornire agli studenti anche un supporto che esula dal mero lavoro curricolare.

In effetti, lo sviluppo delle competenze trasversali, come per esempio creatività, capacità di pensiero critico, problem solving e public speaking, secondo il 47% dei docenti sarà proprio una delle maggiori sfide didattiche del 2022.

Al centro del consolidamento di una nuova scuola, moderna e flessibile, si colloca infine l’integrazione nella didattica di strumenti di gamification: inserire infatti dinamiche ludiche nei processi di apprendimento è una novità per la scuola italiana e ben il 56% dei docenti la considera uno dei nodi cruciali del 2022.

La gamification potrebbe essere insomma la soluzione migliore per due problemi riscontrati nel 2021: mantenere motivati gli studenti (44%) e trovare gli stimoli più adatti alla classe (39%).