Medicina, addio al test d’ingresso: la conferma

Ora c’è la conferma. Il test d’ingresso per Medicina è solo un lontano ricordo: dal prossimo anno accademico cambiano le regole di accesso alla facoltà, con un nuovo percorso che si potrà cominciare anche dal quarto anno di liceo. A dirlo è stata la ministra dell’Università, Maria Cristina Messa: “Dall’anno prossimo non ci sarà più il test d’ingresso unico per la facoltà di Medicina. Ci sarà un percorso che può iniziare anche al quarto anno di liceo, dove gli studenti potranno cimentarsi con il test fino a quattro volte e entrare in graduatoria con il risultato migliore”.

Medicina, addio al test d'ingresso: il percorso inizia al liceo

Medicina, addio al test d’ingresso: cosa succede

In realtà da tempo si parla dell’abolizione del test d’ingresso e quindi del numero chiuso a Medicina. Ogni studente farà un percorso diverso dagli altri che lo porterà a fare un esame Tolc, si chiamerà Tolc-Medicina. Ma di cosa si tratta? “Lo si potrà fare più volte all’anno – io direi due ma sono aperta a discuterne – a partire dal quarto anno delle superiori. Poi, nella data che il ministero stabilirà, ognuno inserisce il risultato migliore nella piattaforma e si formerà la graduatoria nazionale. I posti saranno assegnati secondo le disponibilità degli Atenei e le preferenze indicate dai candidati, come avviene già ora”, ha concluso la Ministra Messa.

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Ci sarà ancora un’unica data nazionale, tuttavia riguarderà la scadenza entro cui presentare la domanda di ammissione, inserendo nel sito di riferimento il punteggio migliore tra quelli conseguiti. La graduatoria nazionale verrà compilata sulla base di quei risultati. La mancanza di medici resta un problema a cui trovare soluzione, come ha dichiarato anche il presidente della Regione del Veneto Luca Zaia recentemente: “C’è il rischio palese che una selezione fatta in maniera così prematura vada ad escludere dei futuri professionisti che magari non passano il test con le crocette ma potrebbero essere degli autentici artisti in sala operatoria oppure dei clinici di talento nella cura di tante patologie. È una storia antica come ci insegna la vita di Einstein; probabilmente basandosi sulle sue pagelle di scuola nessuno avrebbe scommesso che sarebbe stato lo scienziato a formulare la teoria della relatività”. Restiamo in attesa di ulteriori dettagli.