Femminicidio: il dramma delle millennials

“La violenza è l’ultimo rifugio degli incapaci”, dicono, eppure la vita poi se le porta via; restano gli “incapaci” non le loro vittime, gli incapaci di amare, di credere, di vivere. Secondo i dati dell’Istat, aggiornati in collaborazione con il Ministero della Giustizia, a morire sono sempre più ragazze tra i 18 e i 30 anni, mentre l’età dei loro assassini si sta abbassando. Le millennials sono le più colpite e se la fascia dei loro aggressori prima oscillava tra i 31 e i 40 anni, oggi la fascia si sta allargando, ma il dato più allarmante è che il femminicidio non conosce razza o bandiera: si uccide da Nord a Sud dentro e fuori il Paese.

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Femminicidio: una questione generazionale

In Italia ogni due giorni una donna viene uccisa e le più bersagliate sono le giovanissime: da Martina RossiErika Petri la storia si ripete, tanto che è impossibile non chiedersi se il problema non sia generazionale; se, cioè, molto non dipenda dal nuovo modo di vivere l’amore a cui il nuovo millennio ci ha abituati. Dal morboso attaccamento al telefono, al desiderio di tenere tutto spasmodicamente sotto controllo: il femminicidio sta diventando anche una questione generazionale? Perdoniamo con più facilità uno schiaffo, senza pensare al futuro, che poi, alla fine, non arriva mai.

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Femminicidio: la storia di Giordana

Al dramma si aggiunge la tragedia di famiglie in cui sono coinvolte i figli. Pochi giorni fa è balzata agli onori della cronaca un’intervista rilasciata dalla madre di una giovane vittima all’HuffPost in cui si racconta il dramma di dover spiegare ad un bambino la morte della madre, con il dolore nel cuore di chi sa che spesso capita che chi ha subito un’ingiustizia potrebbe replicarla: “Le coltellate gliele ha date tutte da viva, fino all’ultima, mia figlia è morta dissanguata, lì da sola, mentre il suo assassino scappava”Questo forse alla nipote non lo dirà, “ma – scandisce – cercherò di spiegarle tutto, attenendomi alle indicazioni della psicologa che la segue e aiutandomi con le lettere, i bigliettini che ha lasciato Giordana”. Ogni due giorni una donna viene uccisa per mano di un uomo, ogni due giorni un femminicidio consuma la società.