Scheda elettorale: cosa cambia con il Rosatellum

Rispetto ai vecchi modelli le schede elettorali per le Elezioni 2018 saranno caratterizzate da parecchie novità relative al Rosatellum, la nuova legge elettorale approvata il 26 ottobre scorso.Differentemente dal Porcellum, tale legge prevede un doppio sistema di ripartizione dei seggi: il 64% dei deputati e dei senatori viene eletto con metodo proporzionale in collegi plurinominali con liste bloccate, il restante 36% viene invece eletto con metodo maggioritario in collegi uninominali. Ciò comporta dei precisi cambiamenti all’interno delle schede elettorali sui quali è indispensabile informarsi per non rendere nullo il proprio voto.

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Scheda elettorale: preferenze e simboli

Il prossimo 4 marzo ad ogni elettore verranno consegnate due schede elettorali, una per il Senato della Repubblica e l’altra per la Camera dei Deputati. Le preferenze da esprimere riguardano sia il sistema maggioritario che quello proporzionale: l’elettore deve scegliere uno dei nomi candidati nel collegio uninominale e una delle liste a lui collegate quindi non è previsto assolutamente il voto disgiunto. Per riconoscere le liste collegate al candidato nel collegio uninominale (maggioritario) basterà tener presente i simboli che appaiono sotto il suo nome e cognome. Vicino ad ogni simbolo sono indicati invece i nomi e i cognomi dei candidati nella piccola lista bloccata nel collegio plurinominale (proporzionale).

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Scheda elettorale: modalità di voto

Per quanto riguarda le prossime Elezioni Politiche, il voto potrà essere espresso in due modi: l’elettorale dovrà tracciare o un segno sul simbolo della lista vicino alla quale ci sono i nomi e i cognomi dei candidati nel collegio plurinominale, o sul nome del candidato nel collegio uninominale. Nel primo caso la preferenza si trasferisce anche al candidato del collegio uninominale, mentre nel secondo la preferenza si trasferisce anche alla lista. Se, invece, il candidato è appoggiato da una coalizione, tale voto verrà distribuito tra le liste dello schieramento proporzionalmente ai risultati in quella circoscrizione. È bene ricordare, invece, che il voto è considerato nullo se l’elettore traccia un segno nel rettangolo contenente il nome di un candidato al maggioritario e un altro segno nel rettangolo che contiene una lista che non sostiene quel candidato.

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