FILM SULLA MAFIA: 11 TITOLI DA VEDERE A SCUOLA. Potrà sembrare una banalità, ma durante la lettura di un libro così come nel mezzo della visione di un film la maggior parte delle persone tende sempre a essere intrigata dai personaggi negativi. Il crimine paga, almeno in questi termini, e i narratori hanno fatto presto tesoro di questa scoperta, proponendo protagonisti che difficilmente possono essere etichettati come eroi. La settima arte ha espresso questa verità al suo massimo grado attraverso il sottogenere dei film sulla mafia, nei quali è quasi scontato parteggiare per i criminali, che vengono resi più umani e vicini allo spettatore grazie al racconto delle loro vicende private e sentimentali. Ma d'altro canto è proprio questo oscillare tra il fascino per il proibito e la consapevolezza dell'iniquità delle azioni ritratte che rende i film sulla mafia delle opere ideali per essere proiettate a scuola: spesso e volentieri poi vengono trattati temi come l'emigrazione, il pregiudizio razziale (anche contro gli italiani) e i grandi periodi di crisi economica. Inoltre, non dimentichiamo che oggi, 21 marzo, si celebra la Giornata della Memoria e dell'impegno, in ricordo delle vittime della mafia: dunque un bel film, completo di discussione sull'argomento, è quel che ci vuole per riflettere su ciò che è accaduto e che accade ancora. 

Non perderti il nostro speciale: Giornata della Memoria contro la mafia: temi e appunti per il 21 marzo

film sulla mafia da vedere a scuola

FILM DA VEDERE SULLA MAFIA: LA TOP 11 DEI TITOLI DA GUARDARE A SCUOLA. Ecco perché abbiamo deciso di stilare una lista dei migliori 11 film sulla mafia da proporre agli insegnanti.

  • Il padrino (1972): impossibile non iniziare da uno degli archetipi del film di Mafia. Sorretto dalla mastodontica interpretazione di Marlon Brando, Il padrino è la prima parte di una saga famigliare che ha fatto la storia.
  • Quei bravi ragazzi (1990): un classico di Martin Scorsese che racconta la storia del celebre pentito Henry Hill, metà irlandese e metà italiano. Da Oscar – letteralmente – l'interpretazione di Joe Pesci.
  • C'era una volta in America (1984): la fluviale epica sentimentale firmata da Sergio Leone è una versione nostalgica ed elegiaca del racconto di mafia, che si sviluppa su un arco narrativo di più di quarant'anni.
  • Scarface (1983): il violentissimo film di Brian De Palma è il remake in chiave moderna del film del 1932 di Howard Hawks. Al Pacino interpreta Tony Montana, immigrato cubano che si fa strada nel racket del traffico di droga.
  • Casinò (1995): ancora Scorsese, questa volta alle prese con il mondo del gioco d'azzardo gestito dalla mafia. Robert De Niro interpreta infatti un giocatore che viene chiamato a supervisionare le operazioni in un casinò di Las Vegas.
  • Donnie Brasco (1997): Johnny Depp è un agente dell'FBI che si infiltra nella mafia di New York sotto falsa identità, ma il suo rapporto di amicizia quasi filiale con il boss Lefty (Al Pacino) complicherà la sua missione.
  • The Untouchables – Gli intoccabili (1987): cast stellare per questa sorta di western urbano, che raccoglie Kevin Costner, Andy Garcia, Sean Connery e Robert De Niro. La storia è quella della lotta senza quartiere della polizia contro il boss Al Capone.
  • Era mio padre (2002): Tom Hanks veste i panni di un killer della mafia irlandese negli anni '30. Il suo boss, interpretato da Paul Newman, decide di eliminarlo quando il figlio dell'assassino diventa testimone volontario di un'esecuzione.
  • Crocevia della morte (1990): i fratelli Coen offrono la loro versione assurda, esistenziale e grottesca del classico intreccio di mafia. I loro personaggi sembrano consapevole di recitare una parte il cui destino tragico sembra essere già segnato in partenza.
  • Carlito's Way (1993): non c'è scampo per l'ex spacciatore Carlito, che una volta uscito di prigione vorrebbe tenersi fuori dai guai. Gli eventi, e la riconoscenza verso il suo avvocato, lo porteranno infatti nuovamente sulla strada del crimine.
  • Gomorra (2008): la mafia – in questo caso la camorra – può essere tratteggiata anche in modo realistico e particolareggiato. In questo caso il film di Matteo Garrone da una parte si appoggia all'omonimo libro di denuncia di Roberto Saviano, e dall'altra ai luoghi reali in cui avvengono le storie di criminalità che intende mettere in scena, reclutando anche non-attori del luogo per ruoli importanti.

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(Foto: Il padrino, courtesy of Paramount Pictures)