Ndrangheta: origini e storia

La Ndrangheta è un’ organizzazione criminale di stampo mafioso originaria della Calabria, in particolar modo ha origine da gruppi criminali della provincia di Reggio Calabria, anche se l’atteggiamento e il potere mafioso è radicato anche in altre province quali: Crotone, Catanzaro, Cosenza e Vibo Valentia. L’attività principale della Ndrangheta è il narcotraffico, seguita dalla partecipazione in appalti, condizionamento del voto elettorale, estorsione, usura, traffico di armi, gioco d’azzardo, e smaltimento di rifiuti tossici e radioattivi. L’origine del nome viene fatta risalire al greco classico, da cui i dialetti calabresi sono fortemente influenzati, in particolare alla parola andragathía (ἀνδραγαθἰα) traducibile con “valore, prodezza, carattere del galantuomo”. L’origine del nome è cmq avvolta nel mister, perchè non abbiamo fonti certe sulla sua origine. Quello che sappiamo è che la prima volta che si sente il termine ’ndrangheta è dallo scrittore Corrado Alvaro in un articolo del Corriere della Sera del settembre 1955. Già presente in epoca borbonica come documenta Giuseppe Maria Galanti, uomo dall’ ingegno più acuto del Regno al quale viene affidata la missione di Visitatore Reale in tutta la Calabria.Dagli anni cinquanta, La Ndrangheta comincia ad operare anche nel nord Italia, in comcomitanza con l’emigrazione meridionale ed è con i sequestri di persona che negli anni settanta i media le danno attenzione sotto il nome di “anonima sequestri”. La ‘ndrangheta ha spiccato il suo salto negli anni ’70, periodo in cui è diventata una delle organizzazioni criminali più ricche grazie anche ai rapporti che strinse con l’eversione nera fascista e con i numerosi fiancheggiatori dentro l’apparato dello stato. La Ndrangheta è diffusa anche nel resto d’Europa, (soprattutto in Germania), in Australia, Canada e Stati Uniti.

Leggi anche:

Ndrangheta: vittime

La storia della Ndrangheta, come ogni organizzazione criminale mafiosa, porta dietro di sè una serie infinita di vittime, stragi, sequestri, violenze, sparatorie, soprusi.  In totale sono state 291, negli ultimi 50 anni, di cui 200 negli ultimi 25 anni. Di seguito un elenco delle vittime degli ultimi anni:

  • Nicola Campolongo, 3 anni: Il suo corpo carbonizzato, insieme a quello dei due adulti, è stato ritrovato il 19 gennaio 2014.
  • Filippo Ceravolo, commerciante di 19 anni, ucciso per errore in un agguato di ‘ndrangheta a Pizzoni il 25 ottobre 2012.
  • Marco Puntorieri, ragazzo reggino legato alla criminalità cittadina, viene ucciso nelle campagne di Armo da tre persone che lui stesso conosceva, il 15 settembre 2011. In seguito i killer vennero rintracciati e arrestati a causa di un video girato di nascosto dietro gli alberi, da una persona che non si fece mai identificare.
  • Roberto Straccia, scomparso a Pescara nel dicembre 2011 e trovato morto ad inizio 2012 a Bari. Ucciso per uno scambio di persona da killer provenienti da Mesoraca.
  •  Ferdinando Chiarotti, pensionato di 73 anni ucciso per errore in un agguato di ‘ndrangheta a Strongoli il 26 febbraio 2000.
  • Francesco Scerbo, ucciso per errore in un agguato il 2 marzo 2000 a Isola di Capo Rizzuto.
  • Torquato Ciriaco, noto avvocato civilista e amministrativista di Lamezia Terme, assassinato lungo la strada che collega Lamezia con Maida (1º marzo 2002).
  • Antonio Maiorano, operaio, ucciso per errore a Paola (CS) il 21 luglio 2004 perché scambiato dai killer con il locale boss Giuliano Serpa (oggi collaboratore di giustizia). Dal 2008 ad ogni anniversario della sua morte a Paola si celebra la “giornata della memoria e dell’impegno” dedicata a tutte le vittime innocenti della mafia.
  • Massimiliano Carbone, giovane imprenditore di 30 anni, ucciso a Locri il 17 settembre 2004.
  • Gianluca Congiusta, imprenditore (assassinato a Siderno il 24 maggio 2005) Sito di Congiusta.
  • Francesco Fortugno, vicepresidente del Consiglio Regionale della Calabria, assassinato a Locri (16 ottobre 2005).
  • Daniele Polimeni, ragazzo di 18 anni barbaramente ucciso a Reggio Calabria nel 2005.
  • Antonio Longo, imprenditore (26 marzo 2008).
  • Fazio Cirolla, operaio di 42 anni ucciso per errore in un agguato di ‘ndrangheta a Cassano allo Jonio il 27 luglio 2009.
  • Domenico Gabriele, detto Dodò, bambino di 11 anni ucciso per errore in un agguato di ‘ndrangheta a Crotone, ferito il 25 giugno 2009, morto il 20 settembre 2009.
  • Lea Garofalo, ex convivente di uno ‘ndranghetista di Petilia Policastro, uccisa e bruciata nei pressi di Monza il 24 novembre 2009, a causa delle sue dichiarazioni sull’omicidio dello ‘ndranghetista Antonio Comberiati.

Leggi anche: