Carnevale di Ivrea: storia e tradizione di una festa che, negli anni, si è conquistata un ruolo di grande rilievo nel panorama nazionale, e non, tanto da essere conosciuta anche all’Estero. Non potrebbe essere altrimenti: il Carnevale di Ivrea vanta una storia centenaria ed una lunghissima tradizione. Il suo lancio delle arance lo rende, poi, sicuramente tra i più originali, e discussi.

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Carnevale di Ivrea: storia

Le origini del Carnevale d’Ivrea si fanno risalire al XVI secolo. La leggenda narra che la figlia di un mugnaio, Violetta, si ribellò allo Ius Primae Noctis scatenando la rivolta del popolo. Si racconta che la ragazza, promessa sposa di Toniotto, avrebbe dovuto sottostare alla pretesa del diritto della prima notte. La donna finse di accettare recandosi al castello di San Maurizio, con un pugnale nascosto tra i capelli. Non appena ucciso il tiranno diede il via ai popolani, i quali iniziarono la rivolta in quanto esasperati dalle tasse, quella sulla farina in particolare, che rendeva il pane più costoso.

Il ricordo dell’eroico gesto di Violetta e della vittoria del popolo fu tramandato di anno in anno fino all’occupazione napoleonica, quando il Carnevale assunse la forma che riveste ancora oggi. La più famosa tradizione di questo Carnevale è la battaglia delle arance. E’ proprio questo l’aspetto che rende il Carnevale di Ivrea unico nel suo genere. Il lancio delle arance e la relativa battaglia coinvolgono gli abitanti della città per tre giorni (dalla domenica al martedì grasso) come da tradizione. Il lancio non è lasciato al caso ma è bene organizzato: le squadre a piedi si battono contro le squadre sui carri. Questi sono trainati da cavalli per le vie del centro.

Battaglia delle arance Ivrea: storia

La famosa festa del Piemonte con la battaglia delle arance che si svolge ad Ivrea avrebbe , quindi, origine durante il Medioevo. La tradizione vuole che il lancio delle arance discenda dal più antico getto medievale dei fagioli. Nel giorno dell’Assunta, il feudatario concedeva al popolo una pentola piena di fagioli. Gesto ritenuto da questo offensivo in quanto non sufficiente a far dimenticare il brutto governo del resto dell’anno. Avvenne, così, che un anno i cittadini tirarono indietro i fagioli al mittente. Azione che divenne una consuetudine come segno di protesta, e che fu sostituita, poi, con le arance. A chi, giustamente, solleva la critica relativa ad un così grande spreco di cibo, possiamo rispondere che quelle che vengono lanciate in occasione del Carnevale di Ivrea non sono arance buone da mangiare. E che quelle raccolte da terra vengono utilizzate, oltretutto, per la preparazione del concime.

Battaglia delle arance

Alla battaglia partecipano otto squadre: la Morte, i Mercenari, l’Asso di Picche, gli Arduini, gli Scacchi, i Tuchini, i Diavoli e la Pantera. Ognuna di queste vanta propri costumi, storia e preparazione alla battaglia. I tiratori, chiamati arancieri, possono andare a piedi o sui carri (ed in questo caso hanno il viso coperto) o stare sui balconi. La sera del martedì grasso, a conclusione del Carnevale, vengono bruciati gli scarli, ovvero antenne di legno con in cima delle bandierine, nelle piazze della città.

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