Entrato in vigore il nuovo DPCM del 4 dicembre, si sono verificati ulteriori cambiamenti riguardo la scuola. Primo fra tutti il fatto che il ritorno sui banchi pronosticato per il 9 dicembre sia saltato in favore di gennaio, ovvero dopo la fine delle vacanze di Natale. Ma cosa comporta in ambito scolastico il diverso colore delle regioni? Vediamolo nello specifico.

Leggi anche: Didattica a distanza: pro e contro dell’emergenza Coronavirus

Colore regioni: cosa cambia nelle scuole

Sono state piuttosto discusse da una parte del governo le restrizioni messe in atto dall’ultimo decreto, imposte al fine di limitare i contagi nelle scuole, non solo tra studenti ma anche tra studenti e professori. Limitazioni dettate, inoltre, dal grande pericolo di contagio derivante dell’uso dei mezzi pubblici da parte dei ragazzi. Ecco, in concreto, le ultime disposizioni.

  • Partiamo da presupposto che le scuole superiori rimarranno chiuse fino al 7 gennaio. Fino a quella data si proseguirà con la DAD (con le eccezioni previste).
  • Scuole medie, elementari, asili e nido invece, nelle regioni gialle, rimangono aperti. Per le regioni arancioni vale lo stesso. (Ma non per il Piemonte, nel quale gli studenti di seconda e terza media rimangono a casa).
  • Il discorso cambia nelle regioni in fascia rossa nelle quali ad essere chiuse sono anche le seconde e terze classi della scuola media.
  • Ciò che accomuna tutta la penisola è, invece, la possibilità di

“svolgere attività in presenza qualora sia necessario l’uso di laboratori o in ragione di mantenere una relazione educativa che realizzi l’effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali”.

Chiuse anche le università, ad eccezione di poche attività relative alle matricole e ad alcuni laboratori.

Leggi anche: