Menomale o meno male: qual è la forma corretta

Quando si ha a che fare con un testo scritto, è normale imbattersi in molti dubbi lessicali soprattutto per quanto riguarda alcune forme avverbiali. Una delle domande più frequenti è sicuramente la seguente: qual è la formula corretta tra menomale e meno male? Se si ha un correttore automatico attivo, si nota che non viene indicato come errore nè la forma in un’unica parola nè quella staccata e formata da due avverbi. In teoria, quindi, è possibile scegliere indistintamente una delle due locuzioni anche se la questione in verità è più complessa di quanto sembri.

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Menomale o meno male: la formula la preferire

Consultando un qualsiasi dizionario di lingua italiana è possibile notare che risultano corrette entrambe le locuzioni, quindi sia menomale che meno male. C’è da sottolineare, però, che la formula più usata è quella staccata formata da due avverbi (meno male), mentre quello attaccata derivante dalla tendenza all’univerbazione (menomale) è più arcaica e usata raramente.

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Menomale e meno male: esempi pratici

Fermo restando che risulta corretta sia la forma in un’unica parola ‘menomale’ che quella staccata in due avverbi ‘meno male’, molto spesso è possibile differenziarne l’utilizzo secondo il contesto in cui è usata la locuzione e la pronuncia corrispondente. Per chiarire la questione, basta dare un’occhiata a questi esempi esplicativi:

  • Menomale che oggi sei venuto a prendermi!
  • Marco non c’era ma meno male che poi è tornato.
  • Meno male che oggi è una bella giornata!
  • Il compito di matematica è andato bene, menomale!