Lo smart working semplificato sarà prorogato al 30 aprile 2021. La decisione, non a sorpresa, arriva a seguito dell’approvazione di due emendamenti da parte delle Commissioni Riunite della Camera dei deputati. Queste si sono incontrate lo scorso 20 febbraio. L’ultimo termine fissato per il lavoro agile, quindi, slitta dal 31 marzo 2021 alla fine del mese di aprile. Fino a tale data vi sarà, per i datori di lavoro pubblici e privati, la possibilità di poter sfruttare tale modalità per le prestazioni lavorative dei propri dipendenti.

Leggi: Smart Working: cos’è e come funziona

Smart working, prorogato il termine

E così, si è proceduto alla proroga dell’applicabilità dell’articolo 90 del D.L. 34/2020 che prevede la possibilità, per i datori di lavoro, di ricorrere allo smart working in forma semplificata. Proroga che si sposta, quindi, alla data di cessazione dello stato di emergenza epidemiologica da COVlD-19. Le pubbliche amministrazioni potranno continuare ad organizzare il lavoro dei propri dipendenti sfruttando orari di lavoro flessibili, modalità di “interlocuzione programmata” (ovvero su appuntamento e/o utilizzando soluzioni digitali che riducono al minimo le possibilità di contagio), un’organizzazione per fasi, cicli e obiettivi precedentemente accordati tra le parti interessate.

Ciò non cambierà nulla in fatto di obblighi da parte dei datori di lavoro privati che, fino al nuovo termine, dovranno comunicare in via telematica, al Ministero del lavoro, nominativi dei lavoratori e data di cessazione della prestazione svolta in modalità agile. Come da DPCM del 14 gennaio 2021, dunque, si raccomanda ancora l’utilizzo del lavoro agile per tutte quelle attività lavorative che possono essere svolte direttamente al proprio domicilio o a distanza, e che non richiedono la presenza del lavoratore nella sede dell’azienda o altrove.

Leggi anche: