Solitamente, l’adolescenza viene definita come un periodo di passaggio tra l’infanzia e l’età adulta. Questo periodo, compreso tra i dodici e i diciotto anni, è caratterizzato da una crescita, da un cambiamento fisico e mentale. Non è così facile definire questa età, infatti questo periodo ciascuno di noi lo affronta in modo personale. Nessuno di noi sa veramente spiegare come ci si sente in questo passaggio dall’essere bambini, quell’essere gioioso, sempre allegro, spensierato, all’essere grandi. Questo momento ci spaventa un po’, sia perché abbiamo paura della novità e sia perché è un’età caratterizzata dalla confusione mentale. Tutto ciò, porta l’adolescente a crearsi una figura, una personalità che lo distingue dagli altre spesso lo fa opponendosi a tutte le regole imposte e a chiunque le imponga, la maggior parte delle volte sbagliando. Il primo esempio di ribellione è quello verso i genitori, coloro che da noi vengono visti come i giudici della nostra vita, sempre con il fiato sul collo, pronti a contraddirci in qualunque cosa. È come se il mondo si dividesse in due, il nostro, senza regole da rispettare, e il mondo degli adulti, pieno di regole e privazioni. Non c’è un motivo per cui noi adolescenti decidiamo di essere contro il mondo degli adulti, ma forse in questo mondo in cui la parola chiave è conformismo, l’adolescente, pur di far parte di un gruppo, sceglie di essere come loro, di fare tutto come loro, anche se ciò comporta il non rispettare le regole imposte dai genitori. Molti giovani, non capiscono che i loro genitori prendono delle decisioni in base al loro comportamento, perciò se noi non rispettiamo loro e le loro decisioni, è normale che i loro comportamenti nei nostri confronti siano di rimprovero e punitivi. Hanno sempre ragione loro e tu non puoi fare niente, sei impotente, devi solo subire e stare zitto. Poi si stupiscono quando, dopo una discussione, ti rifugi nella tua stanza. In realtà questo è uno dei modi che ci serve per calmarci, per riflettere su quel momento, in cui l’unica cosa che vorresti fare è gridare al mondo, e soprattutto a loro, la tua tristezza, la tua rabbia, ma preferisci startene zitto, altrimenti peggioreresti solo le cose. Le privazioni delle uscite con la propria comitiva, la privazione dello scooter, delle feste notturne delle gite in compagnia di amici … tutto questo ci fa capire che è come se non avessero fiducia in te, ed è sbagliato. È anche vero, però, che in noi adolescenti la percezione del rischio è molto minore, ma è anche vero che non è giusto che loro non credano in noi, che non rispettino le nostre idee. L’adolescente ha un rapporto conflittuale non solo con i genitori, ma anche con la società. Società intesa come amici, leggi, il mondo esterno in generale. Per quanto riguarda gli amici, l’adolescente tende a imitare gli altri, a seguirli in tutto: nello stile dei vestiti, nel comportamento, anche se spesso non è d’accordo. È giusto però, che ognuno abbia la propria personalità, le sue idee, che devono essere rispettate dagli altri. La società in cui viviamo dal punto di vista legale, è molto oppressiva. Tutti dicono che noi rappresentiamo il futuro … ma come possiamo rappresentare qualcosa, se non possiamo esprimerci liberamente? Non rispettano le nostre idee, le nostre opinioni, è come se non esistessimo! In realtà noi adolescenti vogliamo essere ascoltati, presi un po’ di più in considerazione, e soprattutto vogliamo essere rispettati!