Sex milia aberat urbe Crotone nobili templum (ipsa urbe erat nobilius) Laciniae Iunonis, sanctum omnibus circa populis. Lucus ibi, frequenti silva et proceris arboribus saeptus, laeta in medio pascua habuit, ubi omnis generis sacrum deae pecus pascebatur sine ullo pastore; separatimque greges sui cuiusque generis nocte remeabant ad stabula, numquam insidiis ferarum, non fraude violati hominum. Magni igitur fructus ex eo pecore capti columnaque inde aurea solida facta et sacrata est; inclitumque templum divitiis etiam, non tantum sanctitate fuit. Ac miracula aliqua adfinguntur plerumque tam insignibus locis. Fama est aram esse in vestibulo templi, cuius cinerem nullus umquam moveat ventus.

Traduzione

Distava sei miglia dalla celebre città di Crotone tempio di Giunone Lacinia (più celebre della stessa città), sacro per tutti i popoli dei dintorni. Qui un bosco sacro, circondato da una folta vegetazione e alberi alti, aveva in mezzo ricchi pascoli, dove pascolava ogni genere di bestiame sacro alla dea, senza alcun pastore; e le greggi di ciascun genere, separatamente, tornavano di notte alle stalle, senza insidie delle fiere, né maltrattate dagli uomini. Dunque da quel bestiame si ricavò un gran profitto e da qui fu costruita e consacrata una colonna d’oro massiccio; e il tempio fu famoso non solo per la sacralità, ma anche per le ricchezze. Si attribuiscono inoltre alcune facoltà miracolose, come a molti altri luoghi celebri. Si narra che nel vestibolo del tempio vi è un’ara la cui cenere non muove mai alcun vento.