La società odierna è completamente sbagliata: viviamo in un sistema in cui le nostre idee ed i nostri ideali vengono lentamente soffocati oppure omologati alla massa. La televisione, i giornali, la politica stessa hanno invaso prepotentemente la nostra vita e tutti i nostri pensieri si conformano, attraverso un lungo processo a quelli che la televisione ci presenta. Forse è meglio tenersi lontano da questo assurdo sistema che molti definiscono società civile, ma ci rendiamo conto, anche, che l’unico modo per non essere influenzati è andare a vivere nel deserto, in una giungla, o in un monastero. Allo stesso modo, il mondo dei giovani è continuamente influenzato, oltre che dalla società, da una serie infinita di falsi miti, di personaggi dello spettacolo, di star televisive, di ambigue figure politiche … per fortuna, non sempre questi falsi e facili miti appassionano i giovani. Nel mondo giovanile stesso vi sono stereotipi che attirano miserabilmente i ragazzi senza mostrare loro le vere conseguenze: il fumo, l’alcool, la droga, il sesso, la discoteca, la prepotenza, cioè la legge del più forte, l’unica fame di giustizia vigente tra i giovani. Tralasciando tutte queste assurde ideologie, che tuttavia persistono e sono alla base della vita giovanile, per analizzare i nobili ideali, e le cose che fanno innamorare un giovane.
Una di queste è sicuramente la musica: la musica è l’espressione concreta dei pensieri del cantante o del compositore, il quale, con grande abilità, ci trasmette in modo chiaro e piacevole i suoi pensieri più profondi. Questa definizione va, nella maggior parte dei casi, in netto contrasto con la filosofia della musica moderna, incentrata sul denaro, sulla bellezza del cantante, nel suo egoismo e sull’egocentrismo. Eppure anche questi cantanti hanno i loro fan ed appassionano i giovani. La vera musica è la musica classica, è la musica degli anni 60 – 70 , forse la migliore musica attualmente disponibile. Prima la musica, infatti, era una vera e propria filosofia: basti pensare ai Beatles, fondatori del rock e dell’omonimo stile, ai Pink Floyd  che hanno inaugurato la nascita del rock psichedelico e dell’espressione The dark side of the Moon, il lato oscuro della luna, cioè il risvolto della medaglia, simbolo della loro filosofia. Soffermiamoci su due figure: Kurt e de Andrè. Kurt cantante – chitarrista dei Nirvana, è un anticonformista: grida nel microfono le sue emozioni, il suo dolore per una società che non funziona, la sua sofferenza per un mondo offeso dalle guerre e dall’odio; muore suicida. De Andrè è un poeta, un cantautore geniale profondo e dotato di una sottile ironia attraverso la quale ci mostra la realtà; De Andrè parla di sé nelle sue canzoni, insegna l’anarchia e l’ateismo, riflette sulla vita e sulla religione, mette in evidenza degli episodi che i mass media dimenticano o nascondono.
Come la musica, anche la religione appassiona i giovani: basti pensare alla grande figura di Giovanni Paolo II, un papa molto amato dai giovani, una grande figura nella storia della Chiesa. La società odierna avrebbe delle basi più solide se fosse fondata sui principi cristiani e, anziché peggiorare, migliorerebbe sotto molti punti di vista. Ma ormai la critica atea è fossilizzata sui suoi principi e non c’è verso di far capire a questi uomini illustri che la Sacra Bibbia è tutt’altro che un libro da interpretare letteralmente, soprattutto per quanto riguarda la Genesi e l’Apocalisse di San Giovanni Apostolo.
Molti giovani sono dei veri fanatici dello sport: l’attività sportiva diverte, è inutile, fa bene all’organismo e potenzia i muscoli, produce insomma, notevoli vantaggi; purtroppo però nel mondo dello sport avvengono anche episodi negativi: ultimamente, la droga e il loro denaro sono i veri dirigenti dello sport. Si nota anche un notevole aumento di giovani nel volontariato, nei centri di accoglienza, nelle associazioni cattoliche; tra queste vi è anche il servizio civile ed il servizio militare. In pochi, purtroppo si dedicano al servizio ecclesiastico.
Non tutti sono amanti della lettura: alcuni si rifiutano categoricamente di farlo, altri leggono poco e niente, altri ancora leggono solo per obbligo. Sicuramente la moda appassiona tutti, spesso il nostro modo di vestire è sinonimo della situazione che stiamo vivendo. Persino la politica è diventata un passione dei giovani, le lotte tra i partiti, le figure storiche dell’uomo politico e tutte una serie di stereotipi sono passione e oggetto di discussione tra i giovani. Oggi come oggi, quale adolescente spende una parte del tempo libero per meditare sulla coscienza? Forse è proprio questo l’errore di fondo della società moderna: siamo così presi da questo continuo “tram tram”, da una inspiegabile frenesia, che non abbiamo più tempo per noi stessi. La passione che più accomuna i giovani è il gioco, in ogni sua forma: giocare aiuta a crescere. Ormai tutti sappiamo usare il computer, anche per giocare oltre ad occupare il tempo in modo professionale, il computer serve anche a questo. Vi sono tante altre passioni che accomunano i giovani, ad esempio, il collezionismo, la corsa, le gare, la velocità, a volte anche il gioco d’azzardo. Spesso le passioni si identificano anche con i nostri sogni o forse sono i sogni che si conformano alle passioni. Nella società, quindi, non mancano quasi mai cose per cui agire: è la volontà che viene meno. Davanti ad un società enorme, infinita ed indefinita l’operato del singolo sembra quasi ininfluente così che, con il tempo, anche esso viene meno. Forse dovremmo correggere le nostre passioni e non lasciare che esse correggano il nostro io. Dobbiamo imparare a sognare.