Nocte insequenti legati responsa ad suos referunt, obsides conficiunt. Concurrunt

reliquarum civitatium legati, quae Bellovacorum speculabantur eventum; obsides dant, imperata faciunt excepto Commio, quem

timor prohibebat cuiusquam fidei suam committere salutem. Nam superiore anno Titus Labienus, Caesare in Gallia citeriore ius

dicente, cum Commium comperisset sollicitare civitates et coniurationem contra Caesarem facere, infidelitatem eius sine ulla

perfidia iudicavit comprimi posse. Quem quia non arbitrabatur vocatum in castra venturum, ne temptando cautiorem faceret, Gaium

Volusenum Quadratum misit, qui eum per simulationem colloqui curaret interficiendum. Ad eam rem delectos idoneos ei tradit

centuriones. Cum in colloquium ventum esset, et, ut convenerat, manum Commi Volusenus arripuisset, centurio vel insueta re

permotus vel celeriter a familiaribus prohibitus Commi conficere hominem non potuit; graviter tamen primo ictu gladio caput

percussit. Cum utrimque gladii destricti essent, non tam pugnandi quam diffugiendi fuit utrorumque consilium: nostrorum, quod

mortifero vulnere Commium credebant adfectum; Gallorum, quod insidius cognitis plura quam videbant extimescebant. Quo facto

statuisse Commius dicebatur numquam in conspectum cuiusquam Romani venire.

Traduzione

La notte successiva, gli emissari riferiscono ai loro la risposta di Cesare e si radunano gli ostaggi. Si

precipitano da Cesare le legazioni degli altri popoli, che stavano a vedere cosa sarebbe successo ai Bellovaci. Consegnano

ostaggi, obbediscono agli ordini, tutti eccetto Commio: la paura gli impediva di mettere la propria vita nelle mani di

chicchessia. L’anno precedente, infatti, mentre Cesare si trovava nella Gallia cisalpina per amministrare la giustizia, T.

Labieno, avendo saputo che Commio sobillava i popoli e promuoveva una coalizione contro Cesare, pensò che si potesse soffocare

il tradimento del Gallo senza venir tacciato di slealtà. Ritenne che Commio non avrebbe risposto a una convocazione

all’accampamento; allora, per non renderlo più cauto con un tentativo del genere, inviò C. Voluseno Quadrato dietro pretesto

di un colloquio, ma col solo scopo di eliminarIo. Mise a sua disposizione centurioni scelti, adatti al compito. Quando

l’abboccamento ebbe luogo e Voluseno, come erano d’accordo, afferrò la mano di Commio, il centurione, o perché turbato

dal compito insolito o per il pronto intervento del seguito del Gallo, non riuscì a ucciderlo; tuttavia, con il primo colpo lo

ferì gravemente al capo. Le due parti sguainarono le spade, non tanto con l’intenzione di affrontarsi, quanto di fuggire: i

nostri credevano che la ferita di Commio fosse mortale, i Galli avevano capito che si trattava di una trappola e temevano che

le insidie non si limitassero a quanto avevano visto. Da allora, così almeno si diceva, Commio aveva deciso di non presentarsi

mai più al cospetto di un Romano.