Borse di studio universitarie 2026/27, aumenti dell'1,4%: fuori sede a 7.171 euro

Borse di studio universitarie 2026/27, aumenti dell'1,4%: fuori sede a 7.171 euro

Il Ministero dell'Università rivaluta dell'1,4% gli importi delle borse di studio per il 2026/27. Fuori sede a 7.171 euro, pendolari a 4.191 euro.
Borse di studio universitarie 2026/27, aumenti dell'1,4%: fuori sede a 7.171 euro

Il decreto del Ministero dell’Università rivaluta dell’1,4% gli importi minimi delle borse di studio per l’anno accademico 2026/27, adeguandoli alla variazione dell’indice Istat dei prezzi al consumo per famiglie di operai e impiegati. La misura interessa tutte e tre le categorie di beneficiari.

Per gli studenti fuori sede, l’importo sale a 7.171,11 euro, contro i 7.072,10 euro del 2025/26, con un incremento di circa 99 euro. Gli studenti pendolari riceveranno 4.190,71 euro, rispetto ai 4.132,85 euro dell’anno precedente, mentre per gli studenti in sede la borsa passa da 2.850,26 a 2.890,16 euro.

L’adeguamento percentuale uniforme garantisce che tutte le tipologie di studenti beneficino della rivalutazione in modo proporzionale, mantenendo le proporzioni tra le diverse fasce di sostegno economico stabilite dal sistema nazionale del diritto allo studio universitario.

Le soglie ISEE e ISPE per l’accesso ai benefici

Parallelamente alla revisione degli importi, un secondo decreto del Mur aggiorna dell’1,4% anche i limiti massimi dell’Indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) e dell’Indicatore della situazione patrimoniale equivalente (ISPE) validi per l’accesso alle borse di studio e agli altri benefici del diritto allo studio nell’anno accademico 2026/27.

La soglia ISEE passa dai 27.948,60 euro del 2025/26 ai 28.339,88 euro del 2026/27, registrando un incremento di 391,28 euro. Analogamente, il limite ISPE si innalza dai 60.757,87 euro ai 61.608,48 euro, con un aumento di 850,61 euro.

Questi massimali rappresentano i valori di reddito e patrimonio equivalenti che gli studenti non devono superare per poter accedere alle misure di sostegno economico previste dalla normativa sul diritto allo studio universitario. L’adeguamento proporzionale garantisce che le soglie di accesso riflettano l’andamento del costo della vita rilevato dall’Istat.

Il criterio di rivalutazione applicato dal Mur

L’adeguamento degli importi e dei limiti per l’anno accademico 2026/27 si fonda sulla variazione annua dell’indice generale Istat dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, il cosiddetto FOI. Il Ministero dell’Università ha applicato una rivalutazione dell’1,4%, recependo così l’incremento registrato dall’indice nel periodo di riferimento.

Questa percentuale si riflette in modo uniforme sia sugli importi minimi delle borse di studio — che crescono per tutte e tre le tipologie di studenti — sia sui massimali di ISEE e ISPE, garantendo coerenza tra i benefici erogati e i criteri economici di accesso. Il meccanismo, definito dai decreti ministeriali, assicura che le prestazioni del diritto allo studio mantengano il proprio valore reale rispetto al costo della vita.

Le variazioni rispetto al 2025/26 per ciascuna categoria

L’adeguamento dell’1,4% si riflette in modo uniforme su tutte le tipologie di studenti beneficiari. Per i fuori sede, l’importo passa da 7.072,10 euro del 2025/26 a 7.171,11 euro nel 2026/27, con un incremento di 99,01 euro.

Gli studenti pendolari vedono la propria borsa crescere da 4.132,85 a 4.190,71 euro, registrando un aumento di 57,86 euro. Per gli studenti in sede, infine, il valore sale da 2.850,26 a 2.890,16 euro, con una differenza di 39,90 euro.

La crescita proporzionale conferma l’applicazione coerente del criterio di rivalutazione su tutte le fasce.

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