Il Ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha emanato una circolare dal titolo “Cura e decoro degli ambienti scolastici”, rivolta a tutte le istituzioni scolastiche. L’obiettivo della nota è valorizzare comportamenti responsabili da parte degli studenti, stimolando la cura attiva degli spazi comuni, degli arredi e delle attrezzature didattiche.
Il documento enfatizza la centralità della pulizia e dell’ordine nella vita quotidiana della scuola, invitando la comunità educativa a riconoscere il mantenimento del decoro come impegno condiviso. La circolare intende sollecitare gli studenti a evitare comportamenti che danneggino il patrimonio scolastico e a farsi carico della corretta fruizione degli ambienti, promuovendo pratiche di cura quotidiana che vadano oltre la semplice prevenzione del degrado.
Lo sfondo normativo: educazione civica e statuto degli studenti
La circolare si collega direttamente alle Linee guida per l’insegnamento dell’educazione civica, che sottolineano l’importanza di vivere fin dai primi anni scolastici occasioni concrete di convivenza civile. Attraverso la cura e il corretto uso degli spazi, dei sussidi e delle attrezzature comuni, gli studenti apprendono comportamenti rispettosi delle persone e dei beni pubblici.
Lo Statuto delle studentesse e degli studenti della scuola secondaria rafforza questo principio, affermando che gli studenti condividono la responsabilità di rendere accogliente l’ambiente scolastico e averne cura come fattore di qualità della vita comunitaria. Questi riferimenti normativi legittimano le richieste organizzative della nota ministeriale, collegando pratiche quotidiane a valori educativi fondamentali e trasformando la cura degli ambienti in un esercizio concreto di cittadinanza attiva.
Le indicazioni operative: riordino di aule, laboratori e palestre
La circolare suggerisce l’adozione di regole per la sistemazione quotidiana degli spazi scolastici. Al termine delle lezioni, gli studenti sono chiamati a riordinare aula, arredi e materiale didattico personale o condiviso, garantendo che l’ambiente sia pronto per chi lo utilizzerà successivamente.
Particolare attenzione viene riservata ai laboratori, alle palestre e agli altri ambienti frequentati da più classi in avvicendamento. In questi casi, il riordino di attrezzi e strumenti diventa essenziale per assicurare decoro e funzionalità degli spazi comuni, facilitando la fruizione da parte di tutti gli studenti e del personale scolastico durante l’intera giornata.
Le reazioni dell’ANP: il punto di Mario Rusconi
Mario Rusconi, presidente dell’ANP Roma, esprime pieno accordo con la circolare ministeriale. “Siamo pienamente d’accordo sul fatto che i locali scolastici, insieme con le attrezzature e i laboratori, siano trattati in maniera consona al loro scopo,” afferma il dirigente, sottolineando l’importanza di lasciare le aule in condizioni decorose al termine delle lezioni.
Rusconi condivide anche un aneddoto operativo della sua esperienza: durante la carriera da preside, quando si imbatteva in un’aula in completo disordine, chiedeva al collaboratore scolastico di non pulirla. L’obiettivo era responsabilizzare gli studenti, costringendoli la mattina successiva a sistemare personalmente lo spazio prima di riprendere le attività.
Il presidente dell’ANP Roma ribadisce inoltre il ruolo centrale dei docenti: “Questo deve essere un compito preciso del docente che non deve solamente istruire ma anche educare gli studenti.” L’insegnamento della cura degli spazi diventa così parte integrante della funzione formativa della scuola, unendo autonomia studentesca e guida educativa.
Le criticità evidenziate: occupazioni, danni e principio del ‘chi rompe paga’
Mario Rusconi solleva un tema delicato: le occupazioni scolastiche rappresentano momenti in cui si concentrano la maggior parte dei danni agli edifici. Imbrattature delle pareti, manomissione di strumenti didattici e distruzione di arredi sono episodi frequenti che minano il decoro degli spazi comuni.
L’ANP Roma chiede che vengano individuati gli autori di tali danneggiamenti, affinché il principio “chi rompe paga” non resti una formula astratta. L’obiettivo è garantire che la responsabilità personale si traduca in conseguenze concrete, tutelando al contempo la fruibilità degli ambienti per tutta la comunità scolastica. La posizione dell’associazione collega così la responsabilità educativa alla necessaria riparazione dei danni materiali.