Venerdì 20 marzo entra ufficialmente la Primavera, stagione tanto attesa che ci farà salutare il freddo inverno di quest’anno. Una Primavera singolare, perchè ci sarà un sole nero ad attenderla, con l’eclissi solare prevista proprio per la giornata di venerdì.

La stagione primaverile è stata da sempre fonte di ispirazione per poeti, scrittori, musicisti, compositori ed artisti in genere: abbiamo la “Primavera” di Botticelli, tra i dipinti più affascinanti del Rinascimento, c’è “La Primavera” di Vivaldi, opera concertistica del Settecento. E poi poeti e scrittori, che con i loro versi hanno omaggiato la bella stagione nelle forme più disparate.

Noi di Blogo da sempre dedichiamo uno spazio speciale alle stagioni, portando a conoscenza di poesie e racconti. Questa è la volta di Bash? Matsuo, poeta giapponese del periodo Edo.

Vissuto nel Seicento, Matsuo viene considerato da molti come il massimo maestro giapponese della poesia haiku. Per haiku si intende quel particolare componimento poetico, prettamente giapponese, nato nel XVII secolo. La sua particolarità sta nella struttura, sintetica e complessa: un haiku è infatti composto da tre versi per complessive diciassette more, secondo lo schema 5/7/5.

Monaco zen, viaggiatore, Bash? Matsuo ha inserito questi aspetti nella sua poesia, sollevandola dal volgare e impregnandola di spiritualità buddista e zen. Vediamone alcuni

Tenacia di Kiso. L’erba di primavera perfora la neve.

Primavera
invisibile a tutti!
I susini
stanno dietro lo specchio.
(Bash? )

Il vento porta i fiori
dalle quattro direzioni
nelle onde di svassi.
(Bash? )

La pioggia di primavera
fa crescere l’artemisia.
Strada d’erba.
(Bash?)

Com’è interessante!
Anche questa primavera
vedo il cielo del viaggio.
(Bash? )

A young couple admires the cherry blosso