Doppia iscrizione autorizzata: percorsi abilitanti 2025/2026 e X ciclo TFA sostegno a scavalco

Doppia iscrizione autorizzata: percorsi abilitanti 2025/2026 e X ciclo TFA sostegno a scavalco

Il Ministero autorizza la contemporanea frequenza tra i percorsi abilitanti 2025/2026 e la fase conclusiva del X ciclo TFA sostegno.
Doppia iscrizione autorizzata: percorsi abilitanti 2025/2026 e X ciclo TFA sostegno a scavalco

Con la nota n. 11148 del 16 febbraio 2026, il Ministero dell’Università e della Ricerca ha autorizzato ufficialmente la contemporanea frequenza tra i percorsi abilitanti per l’anno accademico 2025/2026 e la fase conclusiva del X ciclo TFA sostegno.

La decisione risponde alla necessità di evitare blocchi amministrativi nel delicato passaggio tra due anni accademici. L’obiettivo è consentire ai corsisti che devono ancora completare formalmente la specializzazione sul sostegno di iscriversi senza impedimenti ai nuovi percorsi di formazione iniziale da 60 o 30 CFU, garantendo così continuità al proprio iter professionale e accelerando l’ingresso nel sistema scolastico senza attendere l’anno successivo.

La cronologia e i riferimenti ufficiali

Il percorso istituzionale che ha condotto alla deroga ministeriale si snoda attraverso una serie di atti formali ben definiti.

Il 4 febbraio 2026, la Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (CRUI) ha inviato una segnalazione al Ministero dell’Università e della Ricerca, evidenziando la criticità temporale tra l’avvio dei percorsi abilitanti per l’anno accademico 2025/2026 e la conclusione del X ciclo TFA sostegno 2024/2025.

La risposta ufficiale è arrivata il 16 febbraio 2026 con la nota n. 11148, sottoscritta dalla Direttrice Generale per il diritto allo studio, Luisa A. De Paola. Il documento è stato indirizzato ai Rettori degli atenei statali e ai vertici delle istituzioni AFAM, con l’obiettivo di armonizzare i calendari accademici tra i due anni di riferimento e garantire la continuità della formazione iniziale senza creare ostacoli burocratici ai candidati docenti.

Gli ambiti interessati: percorsi abilitanti 60/30 CFU e X ciclo TFA sostegno

La problematica nasce dall’intreccio tra l’avvio dei percorsi abilitanti da 60 e 30 CFU per l’anno accademico 2025/2026 e le battute finali del X ciclo del TFA sostegno, ancora riconducibile al precedente anno accademico 2024/2025.

In concreto, molti candidati si trovano nella condizione di dover ultimare esami o discutere la tesi di specializzazione sul sostegno, mentre nel frattempo prendono il via le procedure di immatricolazione ai nuovi corsi di formazione iniziale per l’abilitazione disciplinare. Senza un intervento normativo, questa sovrapposizione avrebbe generato un ostacolo tecnico: il sistema informatico avrebbe impedito l’iscrizione ai percorsi abilitanti a chi risulta ancora formalmente iscritto al ciclo di specializzazione precedente, anche se a un passo dalla conclusione.

Il Ministero ha riconosciuto tale accavallamento come un evento di “limitata estensione temporale”, fisiologico nel passaggio tra due annualità accademiche consecutive, e ha ritenuto “condivisibile” l’apertura delle iscrizioni anche per questa fascia di utenza. La deroga elimina dunque il blocco amministrativo e consente di proseguire senza interruzioni il percorso formativo.

Gli effetti per gli aspiranti docenti e per il sistema

La decisione ministeriale introduce una concreta possibilità di frequenza a scavalco, permettendo a chi sta ultimando il TFA sostegno di avviare immediatamente i percorsi abilitanti disciplinari senza attendere il completamento formale della specializzazione.

Questa soluzione elimina un vincolo burocratico che avrebbe costretto numerosi docenti in formazione a rinviare di un anno intero l’acquisizione dell’abilitazione su materia, rallentando significativamente il loro percorso professionale.

L’intervento tutela il diritto allo studio rimuovendo ostacoli tecnici alla progressione formativa e garantisce la continuità del sistema di istruzione superiore. Accelerando l’ingresso in ruolo di personale qualificato, la misura risponde alle esigenze organizzative delle scuole e valorizza l’investimento già sostenuto dai corsisti, evitando interruzioni forzate nel loro percorso di crescita professionale.

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