A marzo 2026 le prime scadenze della call principale sono spesso già trascorse, ma restano aperte riaperture e bandi residui per fondi e destinazioni non assegnati. Il programma Erasmus+ 2021-2027 è pienamente operativo e offre tre canali di mobilità: SMS (studio per 3–12 mesi), SMT (tirocinio) e BIP (programmi intensivi misti).
Ogni esperienza garantisce il riconoscimento dei CFU nel piano di studi e produce un impatto concreto sul futuro: chi partecipa ha il 23% di probabilità in più di trovare lavoro entro un anno dalla laurea rispetto a chi non si muove dall’Italia.
Le scadenze e le riaperture: come muoversi da marzo 2026
Il calendario Erasmus non è uniforme sul territorio nazionale: ogni ateneo definisce autonomamente le proprie finestre temporali. La call principale si è generalmente concentrata tra gennaio e febbraio 2026, con scadenze già trascorse per molte università come Bologna, Padova o Milano.
Tuttavia, la partita rimane aperta. Numerosi atenei – Sapienza, Pisa, altri – prevedono infatti una seconda call o riapertura dei termini, spesso programmata tra maggio e settembre, per assegnare posti e fondi rimasti vacanti o per mobilità destinate esclusivamente al secondo semestre (primavera 2027). Questi bandi residui rappresentano un’occasione concreta per chi ha perso la prima finestra.
Per i tirocini Erasmus (SMT), la situazione è ancora più flessibile: le candidature possono aprirsi a scadenze differenti e multiple durante l’anno accademico, su calendari indipendenti rispetto alla mobilità per studio.
Azione immediata: accedi subito alla sezione “Relazioni Internazionali” o “Erasmus” del sito del tuo ateneo e cerca le voci “Bando residuo”, “Seconda Call” o “Riapertura termini” per verificare le prossime scadenze disponibili.
I requisiti accademici e linguistici: CFU, media e test CLA
Per partecipare al bando Erasmus 2026/2027 è necessario soddisfare criteri precisi. La mancanza anche di un solo requisito comporta l’esclusione automatica dalla selezione.
Devi essere regolarmente iscritto all’anno accademico 2025/2026 e impegnarti a rinnovare l’iscrizione per il 2026/2027. Non puoi candidarti se sei fuori corso oltre un certo limite (solitamente il secondo anno) o se non sei in regola con il pagamento delle tasse universitarie.
Ogni ateneo richiede inoltre un numero minimo di CFU già acquisiti al momento della domanda: tipicamente 15 CFU per il primo anno e 60 CFU per gli anni successivi. La media voti ponderata incide sul punteggio finale in graduatoria.
Sul fronte linguistico, serve un livello minimo per presentare domanda (spesso A2 o B1) e un livello superiore (B1 o B2) richiesto dall’università ospitante prima della partenza. Se non possiedi una certificazione internazionale conseguita negli ultimi 2-3 anni, devi superare il test presso il Centro Linguistico di Ateneo.
Verifica subito se sono previste sessioni straordinarie per i bandi di riapertura.
La candidatura online: passaggi, documenti e priorità
La procedura di candidatura si svolge interamente online attraverso i portali istituzionali (Esse3, AlmaEsami, Gomp o piattaforme dedicate). Accedi con le tue credenziali SPID o email universitaria alla sezione
La scelta della meta: cataloghi, lingua e compatibilità ECTS
Selezionare la destinazione richiede attenzione al Course Catalogue dell’università ospitante: verifica se esistono insegnamenti con contenuti e crediti ECTS compatibili con il tuo piano di studi, per garantire il riconoscimento dei CFU al rientro.
La lingua di erogazione varia sensibilmente: nei Paesi del Nord e dell’Est Europa (Olanda, Polonia, Svezia) molti corsi sono in inglese; in Spagna, Francia o Germania prevale invece la lingua locale. Valuta attentamente quale lingua puoi sostenere con successo.
Il costo della vita influisce direttamente sul budget reale: Portogallo, Polonia e Ungheria restano più accessibili rispetto a Irlanda, Danimarca o Parigi, mentre le borse coprono solo parzialmente le spese sostenute.
Le borse e le integrazioni: importi UE, ISEE e Green Travel
Il sostegno economico Erasmus non costituisce uno stipendio, ma un contributo alle maggiori spese sostenute durante il soggiorno.
Gli importi mensili della borsa UE variano in base al costo della vita del Paese di destinazione, suddivisi in tre gruppi:
- Gruppo 1 (alto costo): Danimarca, Finlandia, Irlanda, Svezia – circa 350–400€/mese
- Gruppo 2 (medio costo): Austria, Belgio, Francia, Germania, Grecia, Spagna – circa 300–350€/mese
- Gruppo 3 (basso costo): Bulgaria, Croazia, Polonia, Romania, Ungheria – circa 250–300€/mese
Oltre al contributo base europeo, puoi sommare l’integrazione MUR/Ateneo calcolata sul tuo ISEE: con ISEE basso, puoi ottenere fino a 400–500€ aggiuntivi al mese.
Il Green Travel premia chi viaggia con mezzi sostenibili: ricevi circa 50€ una tantum più fino a 4 giorni di diaria extra se raggiungi la meta in treno, autobus o carpooling anziché in aereo.
Sono previste maggiorazioni specifiche per studenti con disabilità o situazioni socio-economiche svantaggiate.
Per stimare il budget reale, somma tutti i contributi e confrontali con il costo della vita locale: la borsa copre solo parte delle spese mensili.
Le fasi successive: graduatorie, accettazione e Learning Agreement
Entro 30–40 giorni dalla chiusura del bando l’ateneo pubblica le graduatorie. Se risulti assegnatario, dovrai accettare la borsa online entro un termine ristretto, spesso 3–5 giorni, pena la decadenza.
Subito dopo l’accettazione avvia la redazione del Learning Agreement, il contratto che formalizza gli esami da sostenere all’estero e la loro convalida nel piano di studi italiano. Questo documento richiede l’approvazione dei coordinatori di entrambe le università e può richiedere settimane, quindi inizia immediatamente per rispettare le scadenze di partenza.