Grammy 2026, tutti i vincitori

Grammy 2026, tutti i vincitori

Bad Bunny conquista l'Album of the Year con "Debí Tirar Más Fotos", primo disco in spagnolo a vincere. Kendrick Lamar trionfa con cinque premi.
Grammy 2026, tutti i vincitori

Il 2 febbraio 2026 la Crypto.com Arena di Los Angeles ha ospitato la 68ª edizione dei Grammy Awards, confermandosi vetrina del panorama musicale globale. La serata ha registrato performance curatissime e ritorni attesi, evidenziando il peso crescente del rap e della musica latina nel mainstream internazionale. L’evento ha riflesso non solo le trasformazioni dei gusti del pubblico, ma anche quelle della società contemporanea.

Il dominio di Kendrick Lamar e il peso dell’hip hop

Kendrick Lamar si è confermato il grande protagonista della serata con cinque premi conquistati, tra cui due delle categorie più prestigiose: Record of the Year per “Luther”, brano realizzato insieme a SZA, e Miglior album rap per “GNX”. Questi riconoscimenti rafforzano ulteriormente il suo ruolo centrale nell’hip hop contemporaneo e testimoniano la capacità dell’artista californiano di unire qualità artistica e rilevanza culturale.

Il suo trionfo ai Grammy 2026 conferma come il rap continui a essere un genere dominante nel panorama musicale globale.

La storica affermazione di Bad Bunny e il messaggio sociale

Bad Bunny ha segnato uno spartiacque nella storia dei Grammy conquistando l’Album of the Year con “Debí Tirar Más Fotos”, il primo disco interamente in lingua spagnola a ottenere il riconoscimento più ambito. Il trentunenne portoricano è il primo artista sudamericano a raggiungere questo traguardo, portando il reggaeton e la trap latina ai vertici del pop mondiale.

Ritirando il premio dalle mani di Harry Styles, Bad Bunny ha pronunciato parole cariche di significato: “Porto Rico è molto più grande di 100 per 35”, dedicando la vittoria “a tutte le persone che hanno dovuto lasciare la loro terra natale, il loro paese, per seguire i propri sogni”.

La serata ha visto il cantante trionfare anche come Miglior album di musica urban e Miglior performance di musica globale. Sul palco ha lanciato un appello contro l’odio: “Non siamo selvaggi, non siamo animali, non siamo stranieri. Siamo esseri umani e siamo americani”, spronando a rispondere con l’amore, tema centrale emerso durante i Grammy 2026.

Le altre sorprese e conferme della serata

Lady Gaga si è aggiudicata il premio per il singolo dance “Abracadabra” dall’album “Mayhem“, mentre Billie Eilish ha trionfato nella categoria Song of the Year grazie a “Wildflower“. Un riconoscimento che conferma la sua capacità di mantenere alto il livello artistico senza rinunciare al successo di pubblico.

Tra le sorprese più gradite, Olivia Dean con “Man I Need” è stata incoronata Best New Artist, incarnando perfettamente una nuova generazione di talenti destinati a lasciare il segno.

L’elenco completo dei vincitori

La serata ha visto assegnati premi in oltre cinquanta categorie, spaziando dalle principali riconoscimenti mainstream fino ai generi più specialistici. Di seguito tutti i vincitori della 68ª edizione dei Grammy Awards:

  • Album dell’anno: Bad Bunny, «Debí tirar más fotos»
  • Registrazione dell’anno: Kendrick Lamar e SZA, «Luther»
  • Canzone dell’anno: Billie Eilish, «Wildflower»
  • Miglior artista emergente: Olivia Dean
  • Miglior performance pop solista: Lola Young, «Messy»
  • Miglior performance pop di un duo o gruppo: Cynthia Erivo e Ariana Grande, «Defying Gravity»
  • Miglior album pop vocale: Lady Gaga, «Mayhem»
  • Miglior album dance/elettronico: FKA twigs, «Eusexua»
  • Miglior registrazione dance pop: Lady Gaga, «Abracadabra»
  • Miglior registrazione dance elettronica: Tame Impala, «End of Summer»
  • Miglior performance rock: Yungblud con Nuno, «Changes» (Live from Villa Park, Back to the Beginning)
  • Miglior canzone rock: Nine Inch Nails, «As Alive As You Need Me to Be»
  • Miglior album rock: Turnstile, «Never Enough»
  • Miglior performance di musica alternativa: The Cure, «Alone»
  • Miglior album di musica alternativa: The Cure, «Songs from a Lost World»
  • Miglior performance R&B: Kehlani, «Folded»
  • Miglior canzone R&B: Kehlani, «Folded»
  • Miglior brano rap: Kendrick Lamar ft. Lefty Gunplay, «TV Off»
  • Miglior album rap: Kendrick Lamar, «GNX»
  • Miglior performance rap: Clipse, «Chains & Whips» (ft. Kendrick Lamar & Pharrell Williams)
  • Miglior performance solista country: Chris Stapleton, «Bad as I Used to Be»
  • Miglior performance country di un duo o gruppo: Shaboozey e Jelly Roll, «Amen»
  • Miglior canzone country: Tyler Childers, «Bitin’ List»
  • Miglior album R&B: Leon Thomas, «Mutt»
  • Miglior performance di R&B tradizionale: Leon Thomas, «Vibes Don’t Lie»
  • Miglior album di pop tradizionale vocale: Laufey, «A Matter of Time»
  • Miglior album di country tradizionale: Zach Top, «Ain’t in it for My Health»
  • Miglior album di country contemporaneo: Jelly Roll, «Beautiful Broken»
  • Miglior album latin pop: Natalia Lafourcade, «Cancionera»
  • Miglior album di musica urban: Bad Bunny, «Debí tirar más fotos»
  • Miglior performance di musica globale: Bad Bunny, «EoO»
  • Miglior performance metal: Turnstile, «Birds»
  • Miglior brano scritto per i visual media: Huntr/x, «Golden»
  • Miglior video musicale: Doechii, «Anxiety»
  • Miglior film musicale: «Music by John Williams»
  • Miglior colonna sonora: «Sinners»
  • Miglior album folk: I’m With Her, «Wild and Clear and Blue»
  • Miglior performance di musica africana: Tyla, «Push 2 Start»
  • Miglior performance jazz: Chick Corea, Christian McBride & Brian Blade, «Windows» (live)
  • Miglior performance orchestrale: Andris Nelsons, direttore della Boston Symphony Orchestra, «Messiaen: Turangalîla-Symphonie»
  • Miglior comedy album: Nate Bargatze, «Your Friend, Nate Bargatze»
  • Miglior performance di rap melodico: Kendrick Lamar e SZA, «Luther»
  • Miglior copertina di un disco: Tyler, the Creator, «Chromakopia»
  • Produttore dell’anno: Cirkut
  • Autore dell’anno: Amy Allen
  • Miglior album di progressive R&B: Durand Bernarr, «Bloom»
  • Miglior album di musica immersiva: Justin Gray, «Immersed»
  • Miglior registrazione di un audiolibro o narrazione: Dalai Lama, «Meditations: The Reflections of His Holiness the Dalai Lama»
  • Miglior colonna sonora per videogame: Austin Wintory, «Swords of Sea»
  • Miglior compilation per film o audiovisivi: «Sinners»
  • Miglior album tropical latin: Gloria Estefan, «Raíces»
  • Miglior album di musica messicana: Carin León, «Palabra de To’s (Seca)»
  • Miglior album latin rock o alternativo: Ca7riel & Paco Amoroso, «Papota»
  • Miglior remix: Lady Gaga & Gesaffelstein, «Abracadabra (Gesaffelstein Remix)»
  • Miglior composizione di classica contemporanea: Gabriela Ortiz, «Ortiz: Dzonot»
  • Miglior compendio classico: Los Angeles Philharmonic, Gustavo Dudamel & Alisa Weilerstein, «Gabriela Ortiz: Yanga»
  • Miglior album di classica vocale solista: Amanda Forsythe, Robert Mealy, Paul O’Dette & Stephen Stubbs, «Telemann: Ino – Opera Arias for Soprano»

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