L'informatica entra nella scuola primaria: le nuove Indicazioni Nazionali recepiscono la Raccomandazione UE

L'informatica entra nella scuola primaria: le nuove Indicazioni Nazionali recepiscono la Raccomandazione UE

L'informatica entra ufficialmente nel curricolo della scuola primaria con le nuove Indicazioni Nazionali, recependo la Raccomandazione UE del 2023.
L'informatica entra nella scuola primaria: le nuove Indicazioni Nazionali recepiscono la Raccomandazione UE

La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto sulle Indicazioni Nazionali per il curricolo segna una svolta strutturale: l’informatica entra ufficialmente nella scuola primaria. L’annuncio è stato dato dal ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, in occasione della Settimana nazionale delle discipline STEM, sottolineando la necessità di dotare gli alunni, fin dai primi anni di scolarizzazione, degli strumenti per interpretare la realtà digitale contemporanea.

La riforma recepisce puntualmente la Raccomandazione del Consiglio dell’Unione Europea del 23 novembre 2023, che ha sollecitato gli Stati membri a integrare l’insegnamento dell’informatica sin dall’inizio dell’istruzione obbligatoria. Bruxelles riconosce in questa disciplina una chiave di lettura indispensabile per decodificare il presente, andando oltre la semplice fruizione dei dispositivi.

L’obiettivo pedagogico è chiaro: formare cittadini capaci di esercitare un senso critico vigile, distinguendo le opportunità del web dalle insidie legate alla navigazione e alla gestione dei dati personali.

Non si tratta più soltanto di saper utilizzare un device, ma di comprendere la logica che lo governa, sviluppando consapevolezza e autonomia di giudizio in un contesto sempre più permeato da algoritmi e automazione.

La distinzione tra digitale e informatico

Le nuove Indicazioni Nazionali introducono un chiarimento epistemologico fondamentale: il termine “digitale” designa la rappresentazione simbolica dei dati, mentre l’informatica si configura come la scienza dell’elaborazione automatica delle informazioni. Questa distinzione non è puramente terminologica, ma incide profondamente sull’impostazione didattica.

Nell’aula della primaria, l’alunno è chiamato ad abbandonare il ruolo di utente passivo delle interfacce grafiche per avvicinarsi ai processi di astrazione e organizzazione logica. I dispositivi informatici vengono presentati non come scatole magiche, ma come esecutori fedeli di procedimenti di calcolo ideati dall’uomo.

Questo approccio allena la mente alla precisione e alla sequenzialità, competenze trasversali che trovano applicazione in ogni ambito del sapere. L’informatica alla scuola primaria assume così un valore culturale profondo, superando la semplice fruizione tecnologica per costruire una comprensione autentica della logica che governa il mondo contemporaneo.

L’integrazione STEM nel primo ciclo

L’inserimento dell’informatica avviene all’interno dell’area dedicata all’istruzione integrata STEM, con l’obiettivo dichiarato di superare la frammentazione dei saperi. Il Ministero propone l’informatica come disciplina che fornisce metodi e linguaggi universali, indispensabili in una società dove gli algoritmi orientano decisioni economiche e sociali.

La scuola dell’infanzia e il primo ciclo di istruzione diventano il laboratorio in cui si costruiscono le basi del pensiero computazionale. La novità sostanziale consiste nell’anticipazione: non si attende più la scuola secondaria per introdurre concetti fondanti, ma si scommette sulla plasticità cognitiva dei più piccoli per radicare una forma mentis orientata al problem solving.

Comprendere i procedimenti di calcolo e l’automazione diventa un atto di cittadinanza attiva, consentendo agli alunni di orientarsi consapevolmente nelle architetture digitali che permeano la quotidianità.

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