Iscrizioni universitarie +19% in dieci anni: boom dei telematici e il divario Nord-Sud

Iscrizioni universitarie +19% in dieci anni: boom degli studenti telematici e il divario Nord-Sud

L'istruzione terziaria italiana conta 2,1 milioni di studenti. Tra il 2015 e il 2025 il sistema universitario ha registrato un incremento di 323mila iscritti.
Iscrizioni universitarie +19% in dieci anni: boom degli studenti telematici e il divario Nord-Sud

L’istruzione terziaria in Italia coinvolge complessivamente oltre 2,1 milioni di studenti, distribuiti tra università, Istituti Tecnici Superiori (Its) e istituzioni dell’Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica (Afam). La componente universitaria rappresenta la quota prevalente di questa platea, con 2,03 milioni di iscritti distribuiti nei 92 atenei presenti sul territorio nazionale.

Tra il 2015 e il 2025 il sistema universitario italiano ha registrato un incremento di 323mila iscritti, corrispondente a una crescita del 19%. Questi dati emergono dal V rapporto Mheo, presentato oggi, che fotografa l’evoluzione del sistema di istruzione superiore nell’ultimo decennio.

L’aumento degli iscritti universitari testimonia un rinnovato interesse verso i percorsi accademici, in un contesto demografico caratterizzato da un calo complessivo della popolazione giovanile. La dinamica positiva del periodo 2015-2025 si inserisce in un quadro più ampio di trasformazione del sistema terziario italiano.

La geografia della crescita: nord in vantaggio, mezzogiorno in affanno

Il rapporto evidenzia che l’incremento del 19% registrato nell’ultimo decennio non si distribuisce in modo uniforme sul territorio nazionale. Gli atenei del Nord registrano una dinamica espansiva più marcata, consolidando la loro capacità di attrazione e di mantenimento degli iscritti. Al contrario, Sud e Isole mostrano una crescita contenuta, restando indietro rispetto alla media nazionale.

Questo divario territoriale emerge come elemento strutturale del sistema universitario italiano e condiziona la distribuzione degli studenti lungo la penisola. La concentrazione degli iscritti nelle regioni settentrionali riflette differenze infrastrutturali, occupazionali e di servizi che influenzano le scelte formative dei giovani. Il rapporto Mheo segnala questo squilibrio come uno dei nodi critici da monitorare per garantire una maggiore equità nell’accesso all’istruzione superiore e contrastare i flussi migratori studenteschi verso il Nord.

Le università telematiche e l’espansione del canale online

Negli ultimi dieci anni gli atenei telematici hanno registrato un’impennata eccezionale, con un aumento degli iscritti pari al +460,5%. Questa accelerazione rappresenta uno dei fattori trainanti della crescita complessiva del sistema universitario italiano e modifica in modo significativo la composizione della popolazione studentesca.

Mentre gli atenei tradizionali hanno mostrato andamenti più contenuti, il canale online ha attratto un numero crescente di studenti, grazie alla flessibilità dell’offerta formativa e alla possibilità di conciliare studio e lavoro. La dinamica espansiva dei telematici ha contribuito ad allargare la base degli iscritti, portando nell’università una quota di studenti che difficilmente avrebbe potuto accedere a percorsi in presenza.

Il perimetro del rapporto Mheo e i segmenti terziari

Il V rapporto Mheo, presentato oggi, inquadra l’intero sistema dell’istruzione terziaria italiana, che comprende tre segmenti distinti: università, Its (Istituti Tecnologici Superiori) e Afam (Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica). È importante precisare che i 2,03 milioni di iscritti si riferiscono esclusivamente al perimetro universitario distribuito nei 92 atenei della penisola, mentre la platea complessiva della formazione terziaria supera i 2,1 milioni di studenti, includendo anche gli altri due comparti.

Le ricadute per studenti e atenei: nodi da monitorare

Il rapporto Mheo segnala come la crescita disomogenea tra Nord e Mezzogiorno e l’espansione impetuosa del canale telematico rappresentino elementi strutturali del sistema universitario italiano. Questi fenomeni pongono interrogativi sul piano dell’accesso alla formazione superiore e sulla distribuzione territoriale dell’offerta. Le dinamiche emerse richiedono attenzione continua da parte di studenti, famiglie e istituzioni.

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