Life skills a scuola, parte la sperimentazione triennale: il bando nazionale e gli obiettivi della Legge 22/2025

Life skills a scuola, parte la sperimentazione triennale: il bando nazionale e gli obiettivi della Legge 22/2025

Il Parlamento ha approvato la Legge 22 per introdurre le competenze non cognitive nelle scuole italiane. Parte la sperimentazione triennale con bando nazionale.
Life skills a scuola, parte la sperimentazione triennale: il bando nazionale e gli obiettivi della Legge 22/2025

Il 19 febbraio 2025 il Parlamento ha approvato la Legge 22, denominata “Introduzione dello sviluppo di competenze non cognitive e trasversali”. Il provvedimento mira a ridefinire il concetto di successo formativo, spostando l’attenzione dall’accumulo di nozioni alla crescita globale della persona.

Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha emanato il decreto attuativo il 15 gennaio scorso, ma l’iter ha subito un rallentamento: l’Avviso nazionale per la selezione degli istituti scolastici partirà a breve, con l’avvio effettivo della sperimentazione triennale previsto per il prossimo anno scolastico.

Gli obiettivi dichiarati dalla normativa sono ambiziosi: contrastare la povertà educativa, prevenire gli analfabetismi funzionali e ridurre la dispersione scolastica attraverso interventi strutturali che valorizzino le dimensioni relazionali ed emotive dell’apprendimento.

Gli step operativi: avviso nazionale, selezione delle scuole e durata

Il Ministero dell’Istruzione e del Merito renderà disponibile a breve l’Avviso nazionale destinato alla selezione degli istituti scolastici e delle reti di scuole interessati a prendere parte alla sperimentazione. La procedura prevede una fase di candidatura aperta a tutte le realtà che intendono aderire al progetto, seguite dall’individuazione dei soggetti che avvieranno concretamente i percorsi didattici innovativi.

La sperimentazione triennale sarà integrata nei percorsi ordinari, permettendo agli studenti di sviluppare competenze non cognitive all’interno delle normali attività scolastiche, senza aggiunte extracurricolari. Dopo la pubblicazione dell’avviso, le scuole presenteranno le candidature e, una volta completata la selezione, l’effettivo avvio della sperimentazione è programmato per il prossimo anno scolastico, garantendo così tempi adeguati per la preparazione organizzativa e metodologica dei docenti coinvolti.

Le life skills secondo l’OMS: definizione e impatto didattico

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, le life skills rappresentano abilità adattive fondamentali per affrontare le sfide quotidiane. Non si tratta di nozioni astratte, ma di competenze concrete come resilienza, autocontrollo, intelligenza sociale, capacità di cooperare e gestire i conflitti.

Queste abilità assumono oggi un rilievo strategico: il crescente malessere psicologico giovanile e i recenti episodi di violenza nelle scuole evidenziano carenze nella sfera emotiva e relazionale.

Carmela Palumbo, capo dipartimento per il sistema educativo del Ministero, ha sottolineato durante un webinar di Tuttoscuola l’emergere di un preoccupante analfabetismo socio-emotivo, spesso amplificato dall’uso distorto dei social network. Sviluppare la capacità di essere emotivamente connessi non costituisce un vezzo pedagogico, ma un prerequisito essenziale per un apprendimento efficace e per garantire la sicurezza all’interno degli istituti scolastici.

Il cambio di paradigma didattico: il ruolo dei docenti

L’introduzione delle competenze non cognitive nella scuola italiana non si traduce nell’aggiunta di una nuova disciplina al già denso quadro orario, ma configura un ripensamento metodologico profondo dell’azione educativa. Giorgio Vittadini, presidente della Fondazione per la Sussidiarietà, mette in guardia dal rischio di trasformare l’istituzione scolastica in una “catena di montaggio” impersonale, rivendicando invece la necessità di valorizzare le dimensioni relazionali ed emotive dell’insegnamento per riaccendere nei giovani il desiderio autentico di apprendere.

Questo approccio implica che ogni disciplina possa diventare veicolo di sviluppo socio-emotivo, attraverso modalità didattiche attive, cooperative e capaci di riconoscere l’allievo nella sua interezza. Maria Grazia Riva, docente universitaria, sottolinea come la normativa offra finalmente l’opportunità di sistematizzare le buone pratiche già presenti in molti istituti, trasformando esperienze isolate in patrimonio condiviso e fornendo ai docenti supporto concreto nel loro ruolo di guida verso un’educazione inclusiva ed equa.

Il Festival dell’innovazione scolastica: temi e calendario

Dal 4 al 6 settembre si terrà a Valdobbiadene (Treviso) il Festival dell’innovazione scolastica, un’occasione di confronto professionale dedicata proprio all’approccio integrato alle competenze non cognitive. Come ha sottolineato Alberto Raffaelli, presidente della manifestazione, la nuova normativa consente di trasformare in sistema le buone pratiche già sperimentate sul campo, rendendo l’educazione un bene pubblico condiviso.

Anche Maria Grazia Riva, docente universitaria, ha evidenziato l’importanza di sostenere concretamente i docenti nel loro ruolo di guida verso un’educazione inclusiva ed equa, capace di rispondere alle esigenze formative degli studenti.

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