Medicina, ANDU contro il semestre filtro: ammissioni definite prima dell'anno

Medicina, ANDU contro il semestre filtro: ammissioni definite prima dell'anno

ANDU chiede lo stop al semestre filtro per l'accesso a Medicina. L'associazione della docenza denuncia le criticità del sistema: esclusioni a metà anno, disparità tra atenei e pressioni economiche sugli studenti.
Medicina, ANDU contro il semestre filtro: ammissioni definite prima dell'anno

Il ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini e Andrea Lenzi, presidente del Gruppo ministeriale sull’accesso a Medicina, hanno confermato che anche per il prossimo anno accademico sarà applicato il semestre filtro per l’ingresso ai corsi di laurea in Medicina. La decisione è stata comunicata nonostante le preoccupazioni già espresse da numerose realtà del sistema universitario e sanitario.

Associazioni della docenza, organizzazioni degli studenti, sindacati dei medici e la stessa CRUI avevano infatti anticipato le criticità che il modello avrebbe generato, mettendo in guardia sulle ricadute organizzative e formative del sistema.

Le criticità operative del modello: capienza, didattica, valutazione

L’accoglienza di oltre 60.000 studenti rappresenta una sfida strutturale che gli atenei italiani non sono in grado di sostenere. Aule insufficienti, carenza di docenti e attrezzature inadeguate rendono impossibile garantire una formazione di qualità.

ANDU sottolinea come questa situazione produca inevitabilmente una didattica disomogenea e carente, con forti disparità tra le diverse sedi universitarie.

A ciò si aggiunge l’assenza di una valutazione attraverso veri esami condotti dai docenti che hanno tenuto i corsi. Il sistema di selezione proposto non prevede infatti prove tradizionali che permettano di misurare realmente le competenze acquisite durante i mesi di lezione.

Questa mancanza compromette non solo l’attendibilità della valutazione finale, ma anche il valore formativo dell’intero percorso semestrale, trasformandolo in un periodo di preparazione ai test piuttosto che in un’esperienza didattica strutturata.

Le pressioni sugli studenti: competizione, stress e costi

Il semestre filtro alimenta una competizione spietata tra gli oltre 60.000 aspiranti medici, sostituendo la collaborazione con uno stress prolungato. Gli studenti affrontano tre materie, dai tre ai sei test di valutazione e corsi di recupero, il cui costo grava sulle famiglie ed espande l’industria della preparazione privata.

Questa dinamica penalizza chi non dispone di risorse economiche, compromettendo l’equità di accesso. Inoltre, l’incertezza sugli esiti genera un aumento esponenziale dei ricorsi, sovraccaricando il sistema giudiziario e prolungando l’instabilità degli aspiranti medici, che restano sospesi tra ammissione e esclusione.

Le conseguenze sul percorso: esclusioni a metà anno e fuga verso il privato

Il semestre filtro determina l’esclusione di oltre 30.000 studenti a metà anno accademico, con conseguente perdita effettiva di dodici mesi di percorso formativo. Chi non supera la selezione si trova infatti costretto a ricominciare da zero, senza possibilità di recuperare il tempo investito nei corsi introduttivi.

Di fronte a questo scenario, molti aspiranti medici scelgono di orientarsi verso università private nazionali o straniere, spesso caratterizzate da rette elevate. La crescita delle iscrizioni in questi atenei riflette la ricerca di alternative più accessibili rispetto al modello selettivo pubblico, amplificando le disuguaglianze economiche nell’accesso alla professione medica e compromettendo l’equità del sistema formativo italiano.

Il precedente francese: un monito da non ignorare

L’esperienza della Francia offre un riferimento significativo per valutare i rischi del modello semestrale. Il sistema transalpino, dopo anni di sperimentazione, è stato definito attraverso espressioni inequivocabili: «massacro generazionale», «macelleria didattica», «catastrofe», «calvario», «inferno», «fossa dei leoni», «follia».

Queste formulazioni, emerse dal dibattito pubblico e accademico francese, testimoniano l’impatto del meccanismo selettivo a metà percorso su decine di migliaia di studenti. Il confronto con quanto avvenuto oltralpe costituisce un elemento di riflessione per chi deve decidere l’applicazione del modello in Italia.

Le proposte di ANDU: ammissioni definite prima dell’anno e tutela dei liceali

ANDU chiede una mobilitazione tempestiva affinché gli aspiranti medici conoscano l’esito delle ammissioni prima dell’inizio dell’anno accademico. L’obiettivo è evitare che chi non viene ammesso perda un anno della propria vita scolastica, potendo così iscriversi subito ad altri corsi di laurea.

L’appello è rivolto al Parlamento, al Governo, alla stampa e al mondo universitario per impedire il ripetersi di questa situazione. ANDU sottolinea che tutti gli studenti delle superiori devono avere il diritto e il dovere di impegnarsi pienamente negli studi, senza essere condizionati da una selezione posticipata che compromette programmazione e serenità del percorso formativo.

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