A febbraio 2026 arriva l’apertura ufficiale dei tirocini professionalizzanti di medicina presso strutture private accreditate. L’accordo apripista tra l’Università di Messina e AIOP riflette un trend nazionale che punta a decongestionare i Policlinici universitari, storicamente saturi e incapaci di assorbire l’enorme numero di iscritti al V e VI anno.
La misura risponde al cosiddetto “imbuto formativo”: le Aziende Ospedaliere Universitarie faticano a gestire migliaia di studenti, riducendo le opportunità di formazione attiva. Le nuove convenzioni università–cliniche permettono periodi di tirocinio che contribuiscono ai crediti di laurea con valore formativo e legale equiparato al pubblico, ampliando così la rete delle sedi disponibili e garantendo esperienze cliniche concrete indispensabili per il conseguimento della laurea abilitante.
Il perimetro operativo nelle cliniche private convenzionate
Le attività di tirocinio presso le cliniche private sono disciplinate da convenzioni formali che ne stabiliscono l’equivalenza didattica e legale con i percorsi svolti negli ospedali pubblici. Ogni convenzione fissa standard operativi precisi per garantire che la formazione mantenga i requisiti previsti dal corso di laurea.
L’accesso non è libero, ma vincolato a presidi di qualità condivisi tra ateneo e struttura ospitante. È previsto un doppio tutoraggio: un tutor universitario assicura la coerenza delle attività con il piano di studi, mentre un tutor aziendale — medico della clinica — supervisiona quotidianamente lo studente in reparto. Questa duplice figura garantisce continuità formativa e supporto operativo.
Gli obiettivi formativi nelle sedi convenzionate devono rispecchiare esattamente quelli del corso di laurea: lo studente partecipa attivamente a procedure diagnostiche e assistenziali, con responsabilità crescente sotto supervisione diretta. La copertura assicurativa dell’ateneo viene estesa anche alle attività svolte nelle cliniche private, tutelando lo studente durante l’intera esperienza.
L’apertura alle strutture private riguarda principalmente le aree medica e chirurgica del Tirocinio Pratico Valutativo, consentendo agli atenei di distribuire gli studenti su un numero ampliato di reparti d’eccellenza mantenendo piena conformità agli standard didattici nazionali.
Il quadro della laurea abilitante e del TPV
L’abolizione dell’Esame di Stato post-laurea segna una rivoluzione nell’iter formativo dei medici italiani. Con l’introduzione della laurea abilitante, prevista dal Decreto Cura Italia e successive integrazioni normative, il percorso di abilitazione alla professione avviene ora interamente durante gli studi universitari.
Al centro di questa trasformazione si colloca il Tirocinio Pratico Valutativo (TPV), strumento che sostituisce il vecchio esame finale e acquisisce valenza certificativa: il giudizio di idoneità conseguito “sul campo” costituisce infatti la condizione necessaria per l’abilitazione professionale immediata al conseguimento del titolo.
Il TPV richiede l’acquisizione di 15 CFU complessivi, equivalenti a circa tre mesi di attività pratica a tempo pieno distribuiti su 300-400 ore totali. Questi crediti si articolano obbligatoriamente in tre ambiti formativi distinti:
- Area medica (5 CFU) nei reparti di medicina interna e discipline specialistiche
- Area chirurgica (5 CFU) tra sale operatorie e reparti di chirurgia generale o specialistica
- Medicina generale (5 CFU) presso gli ambulatori dei Medici di Medicina Generale convenzionati
L’estensione dei tirocini alle strutture private accreditate interessa principalmente le prime due aree — medica e chirurgica — consentendo agli atenei di redistribuire gli studenti su una platea significativamente ampliata di reparti qualificati e di alleggerire il sovraccarico dei Policlinici universitari.
I requisiti per l’accesso e le strutture ammesse
L’accesso ai nuovi tirocini presso strutture private non è automatico ma riservato a una platea definita di studenti. Possono candidarsi in genere gli iscritti al V o VI anno che abbiano superato gli esami propedeutici dei primi quattro anni e completato la formazione obbligatoria sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Questi prerequisiti garantiscono che chi entra in reparto possieda già solide basi teoriche e consapevolezza delle norme di tutela.
Non tutte le cliniche private possono ospitare i tirocini. Le convenzioni ammettono esclusivamente Istituti di Cura Privati accreditati con il Servizio Sanitario Nazionale o Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS). L’accreditamento assicura che tali strutture operino con standard pubblici e gestiscano casistiche complesse, requisiti essenziali per una formazione di qualità.
Nel caso pilota siciliano emergono esempi concreti: la Casa di Cura Villa Salus, il Centro Neurolesi Bonino Pulejo e l’Istituto Clinico Polispecialistico COT figurano tra le sedi convenzionate. Si tratta di centri specializzati in ambiti come la neuroriabilitazione o l’ortopedia, che offrono agli studenti contesti clinici altamente specifici e differenziati rispetto all’ospedale generalista.
I vantaggi attesi per studenti e atenei
L’estensione dei tirocini alle cliniche private accreditate produce benefici concreti e misurabili per il percorso formativo. Innanzitutto, aumentando il numero di sedi disponibili si riducono sensibilmente le liste d’attesa per l’assegnazione dei tirocini: gli studenti avviano più rapidamente l’attività pratica e recuperano tempi preziosi per laurearsi nei termini previsti, evitando ritardi accumulati per carenza di posti.
Il rapporto studenti–pazienti migliora notevolmente. Nei Policlinici universitari spesso gruppi numerosi condividono un solo tutor e pochi pazienti; nelle cliniche convenzionate i gruppi sono più ridotti, garantendo maggiore interazione con il tutor aziendale e un’esperienza clinica diretta più intensa.
Le strutture accreditate, frequentemente centri di riferimento per patologie o tecniche specifiche (neuroriabilitazione, ortopedia specialistica), offrono una varietà di casistica clinica che talvolta manca negli ospedali generalisti. Gli studenti accedono così a contesti altamente specializzati, affinando competenze mirate.
Questa misura non costituisce una privatizzazione della formazione medica: resta una sinergia tra pubblico e privato accreditato, soggetta al monitoraggio degli atenei per mantenere standard didattici elevati e uniformi su tutto il territorio.