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L’anima e la molteplicità L’ ultima ipostasi , derivante dal nous come il nous deriva dall’ Uno , é l’ anima ( Psukè ) , che viene generata dal nous che pensa a se stesso nel modo già descritto . Ancora una volta si può effettuare un paragone a Platone : in Plotino , infatti , l’ anima rappresenta il ragionamento discorsivo ( la dianoia platonica ) , il nous rappresenta il coglimento intellettuale delle idee ( la noesis platonica ) e l’ Uno ( il bene platonico ) rappresenta la forma suprema di conoscenza della realtà e si identifica di fatto in dio . Se l’ Uno era l’ unità assoluta , e il nous quel principio bipolare che Platone aveva chiamato diade ( da notare che é vero che il nous rappresenta l’ intero mondo delle idee , ma Plotino dice che esso é unitario e compatto ) , l’ anima ha un ampio tasso di molteplicità : per capire bene che cosa avesse in mente Plotino a riguardo della molteplicità dell’ anima dobbiamo immaginarci uno specchio rotto che moltiplica all’ infinito le immagini ; ebbene l’ anima prende le idee e le moltiplica all’ infinito : se l’ idea di cavallo nel nous é una , essa nell’ anima viene moltiplicata e ci sarà il cavallo bianco , quello nero , quello grosso , quello piccolo e così via . (segue nel file da scaricare)