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  • Scritto da: Nadine S.

Preside vieta l’amicizia su facebook fra prof e studenti

Divieto di chiedere l'amicizia ai Prof! - Quanto accaduto all’Isis Malignani di Cervignano, in provincia di Udine, sta facendo molto discutere. E c’è da scommettere che le polemiche aumenteranno di ora in ora. Il Preside del suddetto istituto ha vietato le amicizie sui social network (facebook in primis) fra studenti e prof. Addirittura ha minacciato provvedimenti disciplinari per coloro che disobbediscono. “Trovo insopportabile e disdicevole – ha detto l’uomo - vedere mescolate, nei profili di alcuni insegnanti sui social network, le amicizie più diverse. Tra i contatti convivono adulti, parenti, adolescenti e studenti che frequentano le classi di quegli stessi insegnanti”. Secondo lui, “dal punto di vista deontologico è una cosa oscena. Ci sono distanze che vanno rispettate così come la diversità dei ruoli che è necessario mantenere in classe e fuori dalla scuola”.

VI RICORDATE I TIPI CHE HANNO APERTO UN PROFILO FAKE DI UNA PROF?

Divieto legittimo? - Qualche dubbio sorge spontaneo. Primo: ma cosa ha fatto, s’è messo a navigare per ore su internet sbirciando e analizzando i profili dei docenti? E questa, invece, sarebbe una cosa carina? Secondo: ma siamo sicuri che ha la facoltà di imporre un simile divieto? Cos’è, un giudice? Rappresenta un tribunale, la Corte di Cassazione, il Governo? Ci sembra di ricordare che l’Italia è una Repubblica democratica, e vien da pensare una persona possa accettare l’amicizia di chiunque voglia, sul proprio profilo facebook… O no?

E I DUE TIPI SCOPERTI A FARE SESSO IN BAGNO GRAZIE A  FB?

 

Ma è giusto avere i prof come amici? - Detto questo, su certe cose si può concordare con il Preside: “Il professore non è l’amico e non deve essere un confidente ma è soprattutto un docente. Somiglia di più ad una figura genitoriale”. Ok, perfetto. Giusto e lineare. Ma per mantenere la “diversità dei ruoli” forse dovrebbero essere percorse altre strade, anziché quella del divieto assoluto. Perché, in questo modo, c’è il rischio che la situazione “peggiori”. “La circolare che ho inviato – continua il Preside - costituisce un’indicazione di comportamento. Nel momento in cui un professore, a causa di una condotta non conforme alle richieste della scuola, metta a rischio il prestigio dell’istituzione e la sua autorevolezza professionale creando rapporti ambigui, confusi e inopportuni dal punto di vista educativo con i ragazzi, ne risponderà personalmente”. Mah. Voi cosa ne pensate?

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