Solonem accepimus, unum ex illo numero sapientium, Atheniensium leges scripsisse,Tarquinio Prisco Romae regnante, anno regni tricesimo tertio. Servio autem Tullio regnante, Pisistratus Athenis tyrannus fuit, Solone exulante sponte sua. Postea Pythagoras Samius in Italiam venit, Tarquini filio regnum obtinente. Eodem tempore Athenis occisus est ab Harmodio et Aristogitone Hipparchus, Pisistrati filius. Ducentesimo deinde et sexagesimo anno ab Urbe condita, tradunt multi rerum scriptores victos esse Persas ab Atheniensibus pugna Marathonia, Miltiade duce. Postea Xerxes, rex Persarum, ab Atheniensibus et omnibus Graecis, Themistocle duce, navali proelio apud Salaminam victus, fugatus est. Paulo post Romae , Menenio Agrippa Horatio Pulvillo consulibus, bello Veienti, apud fluvium Cremeram, Fabii sex cum trecentis patriciis familiaribus suis, circumventi ab hostibus, occisi sunt.

Traduzione

Apprendiamo che Solone, uno di quella categoria dei sapienti, ha scritto le leggi degli Ateniesi, mentre Tarquinio Prisco regnava a Roma, nel trentatreesimo anno di regno. Poi, mentre regnava Servio Tullio, Pisistrato fu tiranno ad Atene, quando Solone per sua libera scelta andò in esilio. Poi, Pitagora di Samo venne in Italia, quando il figlio di Tarquinio ottenne il potere. In quello stesso periodo ad Atene fu ucciso Ipparco, figlio di Pisistrato, da Armodio e Aristogitone. In seguito nel duecentosessantesimo anno dalla fondazione di Roma, molti storici tramandano che i Persiani furono sconfitti dagli Ateniesi nella battaglia di Maratona, sotto il comando di Milziade. Successivamente Serse, re dei Persiani, sconfitto in una battaglia navale presso Salamina fu messo in fuga dagli Ateniesi e da tutti i Greci, sotto il comando di Temistocle. Poco dopo a Roma, sotto il consolato di Menenio Agrippa e Orazio Pulvillo, contro i Veienti, presso il fiume Cremera, sei Fabii con trecento patrizi loro familiari, dopo essere stati circondati dai nemici, furono assassinati.