Si magistratuum auctoritatem exquiramus, hanc esse eorum vim dicamus: praeesse civitati, praescribere recta et utilia et consonantia legibus. Si enim magistratibus leges praesunt, populo praesunt magistratus, vereque dici potest magistratum legem esse loquentem, legem autem (esse) mutum magistratum. Aptissimum porro imperium est ad ius condicionemque naturae, hoc est ad legem: sine imperio nulla domus, nec civitas, nec gens, nec hominum universum genus stare potest,nec rerum natura omnis nec ipse mundus; nam si hic deo paret, et huic oboediunt maria terraeque, etiam hominum vita iussis supremae legis obtemperat.

Traduzione

Se analizzassimo l’autorità dei magistrati, diremmo che questa è la loro autorità: governare la città, prescrivere disposizioni giuste e utili e in accordo con le leggi. Se infatti le leggi governano sui magistrati, i magistrati governano sul popolo, e davvero si può dire che il magistrato è una legge parlante, mentre la legge è un magistrato muto. Inoltre il governo è adattissimo alla legge e alla condizione della natura, cioè alla legge: senza governo nessuna casa, nessuna città, nessuna stirpe, né l’intero genere umano potrebbe sussistere, né la natura tutta né il mondo stesso; infatti se ciò obbedisce al dio, e ad esso obbediscono il mare e la terra, anche la vita degli uomini obbedisce ai comandi della legge suprema.